In psicoterapia le testimonianze possono offrire uno sguardo sul modo di lavorare del terapeuta e su ciò che alcune persone hanno trovato utile nel loro percorso. Non descrivono mai la totalità dell’esperienza, ma piccoli frammenti di un cammino personale e complesso.
Le esperienze riportate in questa pagina non sono state rielaborate ma, per tutelare la privacy di chi ha scelto di intraprendere una terapia con me, sono stati modificati i nomi. Non vanno intese come promesse di risultati, ma come racconti di processi: dubbi, fatiche, scoperte e cambiamenti possibili quando ci si concede uno spazio di ascolto e di cura.
Ogni persona arriva con una storia unica, con tempi e bisogni propri. Per questo, nessuna testimonianza può sostituire un colloquio diretto, nel quale valutare insieme se e come iniziare un percorso terapeutico.
La professione di psicologo e psicoterapeuta è regolata da un codice deontologico che tutela la dignità, la libertà e la riservatezza delle persone.
Per questo motivo:
- non vengono mai riportati nomi reali, riferimenti geografici o dettagli che possano rendere riconoscibile una persona;
- le esperienze narrate sono vissuti reali, comunicati direttamente per iscritto dai singoli pazienti;
- ogni scritto è utilizzato solo con il consenso esplicito della persona interessata, che ha autorizzato la pubblicazione anonima, quando ciò non comporta alcun rischio di riconoscibilità;
- non vengono pubblicati scritti che contengano riferimenti sensibili o informazioni troppo specifiche sul percorso.
Le testimonianze hanno uno scopo esclusivamente informativo e orientativo: non rappresentano materiale promozionale, né una garanzia di efficacia. Ogni percorso di cura è unico e richiede una valutazione personalizzata, svolta in colloqui diretti e protetti.
Volevo ringraziarti per sapere sempre come accogliere le mie paure. Io non avrei mai immaginato che la terapia sarebbe stato anche dolcezza e amorevolezza.
Un complimento a me stessa, per aver scelto il meglio nella terapia.
--
Stefania (Battipaglia)
Questo "abbandono", questo non averti nemmeno potuto ringraziare, salutare a 4'occhi è stato bruttissimo, ma questa volta non mi ha fatto spavento, da sola posso farcela, adesso, grazie a te e alle tue tante provocazioni, i rimproveri, il tuo spronarmi di continuo.... DOCTOR MAX, ANCORA GRAZIE. GRAZIE PER ESSERCI STATO!
Ora sono qui "sul mio pontile" per vivermi la mia giornata cercando di vivere la mia tristezza e la mia malinconia con serenità, sembra un paradosso ma è un nuovo pensiero che si aggiunge alla mia filosofia, quello di vivermi qualunque emozione fino in fondo qualunque essa sia, talmente in fondo che vorrei riempire questo immenso mare di qualche lacrima del mio pianto, "il pianto è l'orgasmo della tristezza" che fa sfociare quello che hai nell'anima, ad ogni lacrima gli darò un significato, ad una quella di non aver quasi mai rispettato i miei sentimenti e le mie emozioni, ad un altra il pentimento di non aver vissuto gli anni più belli nel modo che desideravo, ad un altra quella di mettere "le mie cose" in secondo piano…
per la prima volta nella mia vita aspetto che il pianto mi avvolga in pieno… meglio un sorriso in meno che uno in più ma finto… per la prima volta ho sentito un sollievo venuto naturalmente derivata dalla mia tristezza, ho cercato di scavarmi dentro, chiudendo gli occhi vedevo solo la mia anima che sentivo triste, piangente e pentita, ed il mio volere in quel momento era solo di assecondarla e di capirla, e la sensazione è stata quella di essere entrato in contatto con me stesso come mai prima...
ciao massimo,, credo che sia proprio questo di cui ho bisogno in questo momento..mi potrà aiutare a ridare continuità alla mia crescita e cambiamento
p.s.: ho scritto una lettera "al mio bambino" e voglio che tu quando puoi la legga......è un pò lunga, la stò riscrivendo a pezzi sul pc, e quando sarà completa la invierò.....
ciao massimo..un' abbraccio e forse non te l ho mai detto.... ti stimo !!
LETTERA ALLA MIA PARTE "BAMBINA"
ciao peppe, eccoci che ci guardiamo , tu sei lì seduto su una poltrona,,, ti vedo in difficoltà , cerchi qualcuno che si prendi cura di te, e voglio dirti che ci sono io a farlo, ci sono io che ti guido quando è buio,, ora ci sono io che ti sto vicino quando ti senti solo,,ci sono io a consolarti e ad ascoltarti quando ne senti il bisogno,,
sò che cerchi lina che ti ha sempre fatto da pilastro , ti ha sempre ascoltato e coccolato ,,lei è sempre stata la tua spugna che assorbiva le tue angoscie,, paure pianti, insicurezze,, ora ti dico che puoi contare su di me,, ora sono io la tua spugna ,,ora siamo io e te,,se hai bisogno di qualcosa dillo a me che sarò io a dartelo,,,tu ora pensa a stare tranquillo,, che nei momenti di difficoltà sarò io a superarli e tu devi solo seguirmi,,,ora sarò io a lavorare a sudare e se vuoi puoi stare lì a guardarmi,,,,,,se vuoi rimani ad ""aspettare"" che a "dare" ci penso io,,
ora ci troviamo in questa battaglia continua della vita che per trovare spiragli di serenità bisogna ""armarsi e lottare" ma tu stai tranquillo che sarò io a farti da scudo per proteggerti.
seguimi in questo cammino osservando la mia crescita e i miei cambiamenti e puoi anche aiutarmi ad essere piu entusiasta ed apprezzare le cose piu semplici,,vieni fuori quando cè da creare, da inventare, da scoprire, vieni fuori nei momenti piu leggeri che a quelli pesanti ci metterò io la forza per reggerli
fin ora sono stato molto dolce con te ,, ma ora voglio anche dirti che per me è finito il tempo di aspettare, ""voglio andare"
è finito il tempo di autocommiserarmi, nessuno può risolvere le mie complicazioni ""voglio autostimarmi""
è finito il tempo di aspettare che le cose cambino da sole,,,
una volta ormai scoperte è arrivato il tempo di sfruttare le mie capacità tutte, combattere, vivere per scoprirne altre ancora,, accettare questo momento di sconforto ma senza rilassarmi, vissuto lo sconforto ho la capacità di trarre da esso nuove energie per continuare a camminare lungo la mia strada.....
USANDO LA SEDIA CALDA
- Bianca: ciao io sono Marilena bianca quella che penso vorresti essere. Sono bianca, seduta su una bella sedia, tranquilla con la luce intorno, serena e ti guardo con molta compassione in quell'angolo, perchè sei li tutta sola?
- Nera: sono sola perchè forse sono cattiva, perchè non porto a termine le cose che inizio, perchè non ho passioni, io so mentire bene così riesco ad ottenere anche io quello che voglio. Io sono sola.
- Bianca: io sono buona, io ci metto attenzione nelle cose che faccio, con amore... me le godo con serenità, non dico bugie, sono me stessa, sono calma, tranquilla, faccio quello che mi piace e ci riesco bene. Non sono sola e non mi sento sola... sorrido sempre.
- Nera: io il sorriso lo uso solo per farlo venire agli altri, per farmi trovare piacevole, e uso anche tante altre cose per conquistarli, li coccolo, li ascolto, condivido i loro interessi, a volte li faccio diventare perfino i miei, ma lo faccio solo per un mio interesse, ho bisogno di loro, del loro bene, della loro presenza. Loro credono cosi che io sono brava e che ci tengo, li amo, mentre lo faccio solo per non perderli e farmi amare.
- Bianca: e cosi sei felice?
- Nera: No, non lo sono mai perche devo stare sempre attenta che non mi scoprono e che non mi capiscono veramente... e tu, invece tu come vivi?
- Bianca: io... io mi faccio i fatti miei. Seguo quello che sento, quello che voglio, ma sono tranquilla, non m'importa del parere delle persone. M'importa di stare bene, di vivere tranquilla, mi accettano come sono altrimenti problema loro. Sto con chi sceglie di amarmi e basta.
- Nera: e con l'amore?
- Bianca: l'amore per me è una cosa bella, non è fatto di minaccie, è una cosa corrisposta, a due, dove ci si riempe, senza bugie, dove c'è solo ed esclusivamente la voglia di stare insieme, di viversi e amarsi giorno dopo giorno... condividere...
- Nera: per me l'amore è un tormento, dove devo stare ancora più attenta a nascondermi, dove devo guadargnarmi ancora di più le attenzioni, e stare sempre attenta e tenere tutto sotto controllo perche appena mi volto mi possono pugnalare alle spalle, e sai una cosa Bianca, mi succede sempre, ogni volta che sto per lasciarmi andare e mi abbandono a quello che sento, credendo che la persona che sta con me sia vera, che ci tiene a me "Bam" ecco che mi pugnalano... mi pugnalano sempre quando arriviamo quasi a quello che io voglio ottenere "che mi hanno dimostrato che ci tengono, con qualche gesto importante" e poi subito in fuga..... via da me senza nemmeno un ripensamento, dimenticandosi completamente come se non fossi mai esistita e io dopo.... dopo, la mia rabbia aumenta e anche il male che mi porto dentro, e io divento sempre più Nera. Solo dolore...
- Bianca: e poi come fai con queso dolore che hai dentro?
- Nera: come faccio? Non faccio! Inizio un rifiuto totale per tutto e inizio a pensare sempre e solo alla stessa cosa, a come sia possibile cancellarmi in un niente... penso che me lo merito perchè so di aver manipolato, forzato le cose, di aver chiuso gli occhi su tante altre cose e di aver desiderato cosi tanto da non dare il tempo che le cose potessero da sole e accettare nel caso non fossero venute. Il dolore si fa sempre più atroce e il fisico non c'è la fa più, si blocca sempre allo stesso punto e si ferma sulla bocca dello stomaco e quando comincia a pressare così forte, ecco che scatta l'umiliazione. Sono disposta a qualsiasi cosa per non sentirlo e so subito di cosa ho bisogno, di lui anche se per finta, se per poco e continuando ad imporlo con il mio vittimismo, ho bisogno di lui che mi abbraccia, che mi rassicuri in qualche modo, che non mi lasci per sempre, io sarei disposta anche ad aspettare.
- Bianca: le tue parole mi spaventano e m'intristiscono, come fai? Come fai ad accettare tutto questo; io non potrei mai dopo non riuscire nemmeno a guardarmi allo specchio, arrivare così in basso, ma poi per essere amata a tutti i costi da qualcuno che non ti ama.
- Nera: lo so è assurdo infatti nello specchio io non mi ci guardo mai e mi odio per questo perchè alla fine sento di non essere mai stata amata e di non aver mai amato veramente nonostante non abbia mai vissuto la mia vita, nonostante il mio uomo ogni volta diventava il centro della mia vita e l'accudissi meglio di come si fa con un neonato, amante, moglie, amica, serva, di tutto e di più. Se penso a questo dolore a volte so che me lo procuro anche da sola, e forse so come faccio, mi isolo da tutti e penso continuamente a perchè: perchè mi ha lasciato, a cosa facevamo insieme, a come sia possibile avermi cancellato cosi velocemente e poi penso alla mia rivale, che è sempre più bella di me e riesce ad ottenere quello che io desidero più di me stessa, il suo interesse, perchè poi mentre faccio la vittima, io a loro li vedo interessati delle altre fino ad innamorarsene davvero e ad arrivare fino in fondo. E così mi viene l'ansia che alimento con i ricordi fino al dolore che preme sempre sullo stesso punto, in petto.
- Bianca: rivale? Come ti viene di paragonarti ad un'altra, io nella mia serentità non lo farei mai, mi trovo così bella e tranquilla che penserei solo fosse stato lui a perderci a non stare con me e se pure stessi male non glielo direi mai perchè non sarei felice se tornasse da me senza esserne convinto o solo perchè l'altra non gli ha offerto niente di meglio. Lui deve sceglierti ogni giorno. Non potrei vivere con quella paura che ogni persona nuova potrebbe essere una minaccia per me, lui deve volere me e considerarmi la migliore, farmi sentire la migliore e io devo vivere la mia vita serenamente.
- Nera: ecco Bianca, questo è uno di quei momenti che ho dolore al petto, eppure fuori è una bellissima giornata, di là nella sua stanza c'è la mia piccola luce, quella che mi rende meno nera. Dovrei essere felice di scendere dopo con lei e anche solo passeggiare, goderci la giornata e invece no, penso alla solitudine, a tutti che hanno le loro cose da fare, la loro vita, il loro amore, la loro compagnia e mi sento sempre sola, forse abbandonata a me stessa. Vorrei sentire quando sto con la mia figlioletta che non mi manca niente, ma non è così. A volte mi succede ma sono poche, forse perchè gia penso a quando se ne andrà dal padre, per una parte mi sta bene, perchè quando stò così è meglio che non c'è l'ho con me, la mia tristezza invade anche lei. Voglio liberare entrambe, lei tranquilla senza di me e io posso star male; per un'altra parte mi sento continuamente in colpa per non averle dato, anzi, averci dato la famiglia che meritavamo, e una mamma che lei meritava, forse una mamma come te Bianca.... tu come saresti come mamma?
- Bianca: io coccolerei sempre la mia bambina, le spiegherei sempre le cose giuste e sbagliate, ma sempre con una voce calma e tranquilla, le darei delle regole perchè si troverebbe male nella vita senza di quelle. La proteggeri e non le farei mai del male, cercherei di essere sempre forte in sua presenza, mai triste, sarei sempre felice di star con lei. Non la condizionerei, la farei sentire libera e cercherei di non deluderla, con lei non mi sentirei mai sola.
- Nera: sinceramente Bianca io credo di essere il suo male anche se so che mi ama tanto, perchè la condiziono, a volte la faccio star male con il mio umore nevrotico, quando le urlo, trema, ha paura, paura della sua mamma. Teme che io non possa amarla più, che io possa star male. Io mi sento sempre più nera perchè penso al peso che le stò dando, lei cerca sempre di farmi sorridere, di essere sempre perfetta per me. E anche questo mi fa star male perchè io cerco in tutti i modi di farle capire che l'amerei a priori, sempre e comunque, e che lei deve essere se stessa senza pensare a me. Ma ottengo il contrario. Non avrei mai voluto comportarmi come mia madre, ma spesso mi vedo come lei nei confronti di mia figlia, e vedo il mio angelo come me quando ero piccola; anche se di una cosa sono sicura, io oltre a tanto male, le dò tutto l'amore che mia mamma mi ha fatto mancare, sono presentissima in tutto quello che fa, le dò affetto illimitato anzi a volte eccessivo e in quei casi lei è felice. Mia figlia mi guarda e mi dice che è felice di avere una mamma come me e io per un pò m'illumino anche se dura poco. Lei mi dà gioia.... A volte penso che un giorno si renderà conto anche lei di come è la sua vera mamma e andrà via, mi lascerà anche lei.
- Bianca: non dire così tua figlia ti ama, nonostante tutto il dolore che hai provato, per lei ci sei sempre stata e in modo coraggioso, anche se ha assistito a delle cose brutte, alle tue lascrime... alla fine ti sei sempre rialzata, la portavi in tutti i posti possibili e immagginabili perchè non volevi che lei si perdesse niente, anche da sola. E' vero eri assente con la testa, ma le vostre vacanze, le vostre passeggiate lei le ricorda tutte con felicità. Lei ti guarda e ti dice "mamma che risate che mi fai fare, che ci facciamo insieme". Non c'è stata notte che non le hai raccontato storie, non c'è stata volta che non hai colorato con lei, giocato... si forse con la tristezza nel cuore ma per lei ci sei sempre stata. Ancora oggi pensi sempre a come lei possa star bene prima che tu fai le tue cose, l'accompagni nelle sue cose sempre, lei si fida di te, lei ama stare con te, e ti dimostra che sei la prima per lei, sempre.
- Nera: di nuovo il forte dolore in petto... sto pensando di nuovo a lui e penso a quanto sono stupida, a come ho enfatizzato il nostro rapporto. Lui, a solo un mese con lei, sta facendo cose che non faceva con me, ed io che nella mia testa mi ero costruita tutto un rapporto speciale. Giustificavo le sue mancanze perchè lo volevo, mi piaceva, mi stavo affezionando, gli volevo bene, e saperlo con lei fa crollare tutto il grande castello che mi ero creata. E non lo accetto, non voglio accettarlo, saper di non aver lasciato nessun segno, se lo incontrassi sfogherei ancora, e lui mi guarderebbe non capendo da dove viene questo mio comportamento cosi eccessivo, dopo che il nostro rapporto era cosi superficiale. Mi odio perchè m'incolpo di non essere andata via quando avevo capito che certe cose non venivano, non era preso con il cuore... non mi sopporto perchè non mi sono goduta nemmeno i momenti insieme, chiedevo solo amore e sembrava aspettassi solo che era lui ad andare via... penso a lui per stare male, penso a ogni minimo particolare con lei per stare male, perchè faccio cosi?
- Bianca: non so cosa dirti, mi lasci senza parole, forse è giusto stare male per qualcuno che non c'è più, ma tu sembri punirti, ti torturi, fai pensieri assurdi, cerchi di stare a passo con la loro vita invece di allontanarti da questi pensieri. E' inevitabile che poi stai male. Io non sprecherei il mio tempo a pensare a qualcuno che devi vedere se si ricorda ancora di te, certo potrei stare male ma mi prenderei la mia vita in mano da subito, non gli permetterei di rovinarmi ogni sigolo giorno; ma poi gia sapendo che non c'è più niente da fare. Acceterei la realtà, non era quel rapporto speciale che credevi, non era amore, vi piacevate e stavate bene insieme ma non c'è stata quella cosa in più, adesso che colpa vuoi fare a lui e a te, quel che e fatto è fatto. C'è solo da andare avanti come del resto sta facendo lui, rimanere legata al passato ti prolungherà solo il dolore. Stai lontana da lui, dalle sue cose e dai suoi ricordi e cerca di riprenderti la tua vita. Fai della tua vita un piacere di essere vissuta e metti te stessa al centro... fissati un obbiettivo, impara ad amarti e vedrai che otterrai quello che desideri con tutta te stessa "amerai e sarai amata davvero".
- Nera: sai Bianca mi sto affezzionando a te, adesso mi viene da dirti che non vorrei mi lasciassi anche tu, mi metti speranza...
- Bianca: sai Nera puoi stare tranquilla, io saro sempre con te, non posso e non voglio lasciarti.
- Nera: l'ho fatto di nuovo Bianca e adesso ho un mal di stomaco incredibile, ieri era la vigilia di natale, forse volevo tirami un po su e volevo affidarmi al destino ma non è cosi, l'ho manovrato come al solito... secondo lui ci siamo incontrati per caso ma invece ho fatto in modo io che accadesse... abbiamo preso un caffe insieme, le mie mani tremavano, lui se ne è accorto subito; io gli ho detto che era il freddo. In quel momento tremavo perchè ero cosi felice di stare con lui, ma avevo anche un ansia forte perchè avevo paura di me stessa e di quello che avrei potuto dire. Cosi ci siamo abbracciati subito anche nel bar davanti a tutti. Poi lui scherzando ha detto: "ti faccio questo effetto"? Io ho sviato. Siamo andati in macchina a fumare una sigaretta, eravamo uno difronte all'altro e io volevo cercare di mascherare in tutti i modi quello che stavo provando; abbiamo scherzato come al solito e non so come nel gioco è uscita una frase "tu dipendi da me".... mi sono sentire morire perchè sapevo diceva la verità: gli avevo dato quel potere, come al solito ho sviato scherzando, dicendo che il mio era solo un capriccio... abbiamo passato un paio d'ore in quella macchina ad abbracciarci e lo sentivo che aveva piacere a stare con me... questo è bastato a farmi stare con un umore allegro tutta la giornate e a non pensare nemmeno che mio marito passava il natale a casa dell'altra. A mezzanotte ho ricevuto pure i suoi semplici auguri; ero felice, mi aveva pensato, ma quando la mattina mi sono svegliata e avevo capito che aveva passato anche lui la notte con l'altra, di nuovo il mal di stomaco, subito l'umore a zero, ho passato il natale a letto nonostante la mia famiglia era a casa mia per me... e poi ecco il pensiero fisso: adesso lo scrivo... "hey" nessuna risposta... e il pensiero sempre peggiore, sai ho provato anche a cercarti Bianca, ho detto aiutami tu, prova a farmi ragionare, fammi capire che uno che non ti risponde non vuole parlarti, niente... non ho voluto trovarti, ascoltarti, e ho pensato a cos'altro scrivere, a come farmi più male e mi sono detto perchè non dirgli cosa voglio in questo momento e ho scritto "volevo venissi a casa mia" ovviamente nessuna risposta. Silenzio.
- Bianca: e adesso come ti senti?
- Nera: odio il silenzio Bianca, come quello che adesso c'è in casa, come quello che ha usato lui, era meglio una qualsiasi risposta ma avrà pensato: "poverina, per spingersi cosi in basso è innamorata folle" e invece, ancora peggio, non so nemmeno se l'ho fatto perchè sono innamorata, ma è semplicemente la voglia di attutire questo vuoto immenso che ho dento... comunque adesso non ce la faccio a stare a casa, adesso reagisco e esco perchè proprio non mi sopporto.
- Bianca: fai bene esci, sono arrabbiata anche io con te, non riesci, torniamo sempre al punto di partenza, non mi ascolti, non vuoi soffrire una volta e per tutte, non vuoi lasciare la bambina che è in te. Io non posso aiutari cosi, nessuno può aiutarti in questo modo, senti di non farcela perchè ancora non hai deciso sul serio di cambiare, ancora non sei convinta di cambiare, ancora non sei convinta che con questi atteggiamenti non vai da nessuna parte. Basta elemosinare amore, riesci a rendere triste anche me; ma come puoi buttare cosi la tua vita, non goderti le tue giornate, desiderare nient'altro solo di essere amata...
- Nera: e dopo che ho saputo pure perchè non mi ha risposto, era con lei... lo scivo di nuovo: "allora non verrai". Mi chiama... era indeciso, poi, appena abbiamo parlato e avermi sentito dire tutto quello che provavo, mi ha detto che non aveva senso, che cosi io poi l'avrei odiato, che per lui ci saremmo anche potuti vedere perchè è sempre attratto da me, ma che non voleva che poi dopo si sarebbe rovinato quel fatto che almeno quando ci vediamo ci vogliamo ancora bene e potremo sempre passare qualche ora insieme cosi solo per salutarci, che forse era cosi convinto anche perchè forse sapeva che io ci sarei sempre stata... Apprezzo il suo gesto di non aver continuato per non farmi del male, ma avrei voluto io scegliere di non farmi più del male e di non fare la vittima; fine alla fine avrei voluto fare la donna è dire "tranquillo mi passerà"... fortunatamente li c'erano i miei amici che mi hanno sostenuto Bianca, mi hanno abbracciato mentre piangevo e mi hanno parlato, tutti mi hanno fatto sentire te quello che vorrei essere perchè mi hanno ricordato quante potenzialità ho, che non mi manca niente, che arriverà il mio momento, mi hanno fatto sentire amata per quello che sono senza che gli stessi dando niente in cambio, senza finzioni, mi hanno ricordato che devo iniziare da mia figlia che ha bisogno di me e che devo farlo subito, che devo essere più egoista, mettere me al centro della mia vita, come sono sono, e farci entrare solo chi mi accetta così, solo le cose che mi fanno star bene allontanando tutto il resto e non permette più a nessuno di farmi sentire cosi... migliore di me... che devo pensare solo a me perchè io valgo e che ce la posso fare se lo decido davvero, mi hanno messo positività e adesso mentre scrivo sono serena...
- Bianca: vedi basta che lo desideri e ce la puoi fare, dammi un pò di più ascolto e io ti sarò vicina, se riusciamo a diventare un unica cosa io e te dopo saremo felici dentro e questo non potrà togliercelo più nessuno... so che non sai come fare ad amarti ma troveremo la strada e ci faremo aiutare da chi ci vuole bene per quello che siamo... Iniziamo da oggi e facciamo che questo sia il nostro obbiettivo.... Unite e Uniche...