La storia di Nabuc - Psicoterapia Napoli: Dott. Massimiliano De Somma - Psicologo Psicoterapeuta

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Dott. Massimiliano De Somma



Non vi parleremo di cancelli, di follia, ne di sofferenza, che pure ci sono.
Non vi diremo da quanto tempo siamo qui, nè che non sappiamo quando, e se, usciremo.
Vogliamo dimenticare l’Haldol, il Serenase, le fascette alla Fiorentina.
Vogliamo non pensare al perché siamo finiti qui, alle cure non fatte, quando ancora eravamo in tempo.
Per una volta, vogliamo essere noi a dimenticare i nostri familiari, che non ci rivogliono.
Parliamo d’altro, oggi.
Parliamo di Nabucodonosor (per gli amici, Nabuc), il Re di Babilonia che impazzì per troppa superbia, e pazzo rimase per sette anni... e poi guarì.
L’abbiamo scelto come nostro Re, nostro rappresentante, perché porti a voi la nostra voce: ancora abbiamo poesia, fantasia e speranza da regalare a voi che ci leggete. Che Nabuc vi faccia sorridere e vi faccia pensare!
Recensioni

LA STORIA DI NABUC:
UN DELIRIO PER SORRIDERE E PENSARE

NAPOLI 27/02/2015 - “La storia di Nabuc – storie di stra-ordinaria follia delirate ed allucinate dai ricoverati dell’OPG di Aversa”, edito da Arduino Sacco e pubblicato nel Gennaio 2015 con un’introduzione del famoso criminologo Prof. Francesco Bruno, è un originale libro che raccoglie storie, favole, racconti, poesie e fantasie create dagli ospiti coatti, malati di mente autori di reato, dell’ormai storico ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa. Ultimo contenitore (insieme a pochi altri) di quella follia terrificante, seno cattivo gonfio del male della società e suo capro espiatorio, questo luogo raccoglie molto meno della pericolosità che si vuole attribuire ai suoi ricoverati, appellati tali da una presunzione di guarigione spesso difficile o addirittura impossibile.
Fra loro molti, utilizzando la scrittura e non solo, sono stati capaci di comunicare emozioni forti e coinvolgenti, amalgamate in deliri mai vuoti, ne senza senso.
Insalate di parole, ambivalenze cognitive, allucinazioni razionali, furto del pensiero e della parola, a volte del sogno, confusioni mentali, sgrammaticature e lapsus divertono e lasciano riflettere il lettore che si lascia andare in allegre risate, commozioni o meravigliate esclamazioni.
Quanto c’è di identificativo o di proiettivo in tutto questo, si domanda l’autore, psicologo psicoterapeuta, Dott. Massimiliano De Somma?
La risata, a volte, continua l’autore, è la risposta agita ad una tensione accumulata. Sarà forse che ciò che abbiamo letto nelle parole, nelle favole o nelle poesie di un folle, abbia provocato in noi una tensione che ora sentiamo la necessità di scaricare?
Oppure abbiamo paura di riflettere troppo su quel delirio, per scoprire che in fondo anche noi siamo così, ma poi noi rimuoviamo per difendercene?
Questo ed altro può provocare la lettura di questi “brani folli” che facilitano nel lettore la sperimentazione di emozioni, vibrazioni e tensioni da scaricare ridendo o trattenere pensando, per lasciare alfine affiorare in superficie le parti rimosse di noi, quelle scisse, deliranti, non accettate ne mai integrate.
Quelle di “Nabuc” sembrano allora storielle Zen. Prive spesso di finale, o di quello che il lettore potrebbe considerare tale, lasciano in uno stato di sospensione ed ebrezza simile a quello onirico. Sgrammaticate, prive di punteggiatura, con parole spesso incomprensibili, sono state lasciate tali, senza censura ne correzione, affinché non venga alterata la loro funzione emotiva e, perché no, catartica.
In fondo potrebbe funzionare: un folle…, terapeuta per “sani”!
Fateci sapere.


Storie di straordinaria follia
evadono dal manicomio criminale
“La storia di Nabuc” presentato
presso la Sala Carceri del Castel dell’Ovo

Napoli – 14/03/2015 “Fingiamo di trovarci in un agorà a chiacchierare sbucciando piselli”, così Adolfo Ferraro, curatore dell’evento “L’Errore e L’Orrore, evasioni dai manicomi giudiziari, conversazioni, filmati, fotografie, manufatti e pubblicazioni nell’attesa della chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari”, in mostra fino a domenica presso la Sala Carcere del Castel dell’Ovo di Napoli, ha aperto la conversazione su “La storia di Nabuc, storie di stra-ordinaria follia delirate ed allucinate dai ricoverati dell’OPG di Aversa”, libro assemblato da Massimiliano De Somma ed edito da Arduino Sacco, in programma per le ore 16.00. Proprio con questa specificazione l’autore ha incominciato a raccontare il suo progetto: “…io non ho scritto nulla. I veri autori sono stati i ricoverati. Io sono stato solo un assemblatore ed un condivisore di storie, di emozioni e sensazioni”. Rispondendo alle numerose domande dello psichiatra napoletano, Massimiliano De Somma ha ripercorso l’ideazione e la realizzazione del progetto che ha dato libera espressione alle voci soffocate degli ospiti coatti dell’istituto aversano. “La storia di Nabuc – ricorda – nacque come rivista dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa, strumento terapeutico-trattamentale tramite il quale gli internati, attraverso il trucco della redazione del giornale, potevano potenziare la consapevolezza sul “qui e ora” del proprio vissuto, al fine di favorire creatività e spontaneità sotto forma di poesie, narrazioni, denunce o deliri da pubblicare nelle pagine della rivista, e abbandonare finalmente le “dimensioni temporali” in cui si rifugiavano pur di scappare dalla realtà della loro condizione: il passato ed il futuro.
Sono stati, quindi, letti alcuni brani del libro, che hanno commosso ma anche fatto sorridere, coinvolgendo ulteriormente l’interesse dei numerosi partecipanti, apparsi a tratti decisamente emozionati. Presente fra il pubblico anche un ex ricoverato dell’OPG che ha ricordato come il progetto sia stato un mezzo per superare le mura dell’ospedale psichiatrico che impedivano di comunicare con il mondo esterno.
Il libro è acquistabile online o presso la libreria “Quarto Stato” di Aversa (CE) o la libreria Scarlatti di Napoli.
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