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Dott. Massimiliano De Somma
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- Troppi psicofarmaci ai giovani

Psicoterapia Napoli: Dott. Massimiliano De Somma - Psicologo Psicoterapeuta



NAPOLI - Da un lato droghe e alcol, dall'altro l'incapacità di affrontare i problemi dell'adolescenza. Di qui, sempre più spesso, il ricorso da parte dei giovanissimi al supporto di psicologi o addirittura psichiatri. E un uso crescente di psicofarmaci. «Medicine prescritte con leggerezza», denuncia Antonella Bozzaotra (presidente dell'Ordine degli Psicologi della Campania). «Certi fenomeni di disagio - prosegue - andrebbero affrontati senza eccessivi allarmismi, sarebbe il caso di ricondurti alle normali difficoltà della vita. Se immediatamente definiamo un comportamento come patologico finiamo anche col fare immediato ricorso alla medicina».
Dunque una questione di approccio?
Si, per prima cosa dovremmo evitare di usare
delle etichette. Nel linguaggio comune si parla spesso di depressione in modo improprio. Cosi, tutto ciò che è disagio o malessere, inquietudine diventa comprensibile solo se viene appiattito su una psicopatologia».
Non crede che il fenomeno abbia ormai raggiunto dimensioni preoccupanti?
«La società di oggi e sicuramente più complessa e quindii anche il disagio diventa più articolato ma nell'età adolescenziale e quasi una situazione fisiologica. Diventa un problema quando non si trovano delle possibilità di risoluzione. E naturalmente in questi casi è bene ricorrere ad un aiuto specializzato».
Crede che i genitori abbiano rinunciato al proprio ruolo?
Non si può generalizzare, ma certamente devrebbero essere maggiormente in grado di ascoltare e comprendere le difficoltà dei ragazzi. Ma questo riguarda tutti gli adulti, non solo i genitori».
Dunque, il ricorso allo specialista può essere un modo per delegare?
«In un certo senso si. C'è un comportamento allarmistico. Si parte dall'idea che se un ragazzo esprime delle difficoltà allora è malato, e se è malato allora deve essere curato. Forse è questa esigenza di etichettare tutto che ha creato un aumento del disagio».
Esistono dei fattori di rischio?
«Non esiste una sola causa, si parla empre di una concatenazione di fattori. Questi fenomeni sono talmente complessi che non possono essere scomposti».
Tuttavia, sempre più spesso, i ragazzi arrivano a gesti estremi.
«In realtà anche qui si tratta di percezione. I suicidi in età adolescenziale, purtroppo, ci sono sempre stati, non credo che i ragazzi di oggi siano più fragili. Forse non trovano più genitori, o adulti, capaci di ascoltare».

Raffele Nespoli



Dott. Massimiliano De Somma - Psicologo Psicoterapeuta e Counselor professionista
Formatore e Docente Scuole di Specializzazione in Psicoterapia
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