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- Le 12 Ingiunzioni: 9) NON entrare in intimità

Psicoterapia Napoli: Dott. Massimiliano De Somma - Psicologo Psicoterapeuta



L'ingiunzione «Non entrare in intimità» può implicare la messa al bando della vicinanza fisica. Sotto questa forma è spesso modellata da quei genitori che raramente si toccano l'un l'altro o toccano il bambino. Oppure può significare «Non essere emotivamente vicino». Questa forma del messaggio può essere trasmessa attraverso le generazioni in quelle famiglie in cui non si parla mai delle proprie emozioni.

Un bambino può anche autoimpartirsi l'ingiunzione «Non entrare in intimità
» in risposta al continuo distanziamento fisico di cui è oggetto da parte dei genitori. Può avvenire che egli si protenda più e più volte verso i genitori, ma senza averne alcuna risposta. Alla fine può decidere che la sua ricerca di vicinanza non vale il dolore e il rifiuto che comporta.

Una variante di «Non entrare in intimità» è «Non fidarti
». È il messaggio che un bambino piccolo decodifica quando un genitore improvvisamente se ne va o muore.
Incapace di capire la vera ragione della scomparsa del genitore il neonato può concludere: «Non mi fiderò più che qualcuno sia qui quando lo voglio
».

«Non fidarti
» può essere anche recepito se il genitore è violento o cerca di burlarsi del figlio o di trarne vantaggio. La decisione è: «Starò lontano da te per proteggermi».

Se nella vita adulta porta in sé delle decisioni simili a queste, una persona può essere continuamente sospettosa verso coloro con cui è in rapporto. Anche quando la accettano calorosamente, se ne starà con le antenne ritte, pronta a cogliere dei segni di rifiuto. Se gli altri si rifiutano di rifiutarla, essa potrà sottoporre il rapporto a una sorta di «prova del fuoco» per poi dire: «Te l'avevo detto!
».



Dott. Massimiliano De Somma - Psicologo Psicoterapeuta e Counselor professionista
Formatore e Docente Scuole di Specializzazione in Psicoterapia
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