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Dott. Massimiliano De Somma
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- Le 12 Ingiunzioni: 1) NON essere (non esistere)

Psicoterapia Napoli: Dott. Massimiliano De Somma - Psicologo Psicoterapeuta


Se qualche volta avete preso in considerazione l'idea del suicidio è molto probabile che tra i vostri messaggi di copione vi sia l'ingiunzione «Non esistere». Lo stesso vale probabilmente se vi siete mai sentiti privi di valore e inutili o indegni d'amore.

Ricorderete forse un genitore che vi diceva cose del tipo: «Ti ammazzerei per questo
» o: «Vorrei che tu non fossi mai nato». Questi messaggi verbali aiutano a confermare la presenza di questa ingiunzione, anche se la sua influenza sarà avvenuta prevalentemente attraverso segnali non verbali trasmessi in un momento precedente della vostra vita.

Perché dei genitori debbono dire «Non esistere
» a un bambino? Probabilmente perché nel proprio stato dell'Io Bambino un genitore si sente deprivato o minacciato dall'avere vicino il bambino. Ecco per esempio un giovane che si sposa e diviene padre. Vedendo che la moglie dà la maggior parte della sua attenzione al nuovo arrivato, il padre può sentire un elastico che lo riporta alla propria infanzia. Senza rendersene conto rivive il tempo in cui aveva due anni ed era appena arrivato in famiglia un neonato. Quando era quel bambino di due anni era stato profondamente spaventato che non ci fosse più sufficiente attenzione per lui. Come poteva riottenere l'amore di mamma? Unica speranza era di sbarazzarsi del neonato, preferibilmente facendolo morire. Ora, da persona adulta, può darsi che segnali in modo non verbale al proprio neonato questi impulsi omicidi.

Oppure ecco una donna che ha già avuto svariati figli e non ne vuole più. A causa delle pressioni familiari o «per caso» ne nasce un altro. Nel suo stato dell'Io Bambino, la donna grida: «No! Non un altro! Adesso voglio attenzione per i miei bisogni!
». Probabilmente sopprimerà questa sua rabbia del Bambino, negandola anche a se stessa; ma in modi sottili trasmetterà il rifiuto al neonato. Magari non gli sorriderà mai e gli parlerà di rado, anche se fa tutto il necessario per accudirlo in senso materiale.
Quando un genitore fa violenza fisica o mentale a un figlio, il messaggio «Non esistere
» viene trasmesso in modo manifesto.

L'ingiunzione «Non esistere
» compare spesso durante l'analisi dei copioni. Può sembrare sorprendente, considerate le sue implicazioni di morte. Ma ricordate che è molto facile per un bambino leggere una minaccia di morte in ogni tipo di comportamento genitoriale o in eventi esterni che a un adulto sembrerebbero del tutto inoffensivi.

Ricordate anche che il bambino piccolo può confondere desideri e bisogni. Forse, volendo che il fratello minore muoia, può decidere: «Io sono un assassino e merito di morire
». Questo bambino dice «Non esistere» a se stesso.

La stessa cosa puo succedere quando una madre trasmette sottilmente al figlio: «Tu mi hai fatto molto soffrire quando sei nato
». Berne lo chiamava «Il copione della Madre lacerata» (Ciao!... E poi?, p. 73).
Un bambino può decidere: «Col solo nascere ho fatto male alla mamma o forse l'ho persino uccisa. Pertanto sono pericoloso e posso fare del male o uccidere gli altri col solo esistere. Così merito di essere ferito o ucciso io stess
o».
I genitori possono dire anche cose del tipo: «Se non fosse per te avrei potuto andare all'università, o fare un viaggio all'estero, o non mi sarei dovuto sposare eccetera eccetera
».

Se «Non esistere
» è un'ingiunzione usuale, perché la maggior parte delle persone non commette un suicidio? Fortunatamente perché siamo estremamente ingegnosi nel trovare i modi per rimanere vivi. Nei suoi primi anni, il bambino che porta in sé l'ingiunzione «Non esistere» prenderà probabilmente delle decisioni miste per difendersi contro questo esito fatale. Queste decisioni saranno del tipo: «È OK per me continuare a esistere fintantoché...». La frase può essere completata in tanti modi, quali «... continuo a lavorare sodo» o «... non mi avvicino agli altri
».



Dott. Massimiliano De Somma - Psicologo Psicoterapeuta e Counselor professionista
Formatore e Docente Scuole di Specializzazione in Psicoterapia
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