Psicoblog Psicoterapia Napoli - Psicoterapia Napoli: Dott. Massimiliano De Somma - Psicologo Psicoterapeuta

Approccio Cognitivo Comportamentale - Terapia trasformativa
Psicoterapia della Gestalt - Analisi Transazionale
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Counselor professionista
Dott. Massimiliano De Somma
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- ANALISI (TRANSAZIONALE) DI UNA CANZONE

Psicoterapia Napoli: Dott. Massimiliano De Somma - Psicologo Psicoterapeuta

MOGOL - BATTISTI
Questione di Cellule



PROBABILMENTE IL MIO PAPÀ
INSIEME A MIA MAMMA CHI LO SA
DESIDERAVANO NON ME
MA UN ALTRO BAMBINO

L’autore (Giulio Rapetti in arte Mogol) probabilmente ha sentito di aver ricevuto, nella sua infanzia, l’ingiunzione “NON essere te stesso". I Goulding, individuatori delle dodici ingiunzioni genitoriali, specificano che «Non essere te stesso» può trasmettere «Non essere te stesso, sii qualche altro bambino». Può darsi, continuano i Goulding, che dei genitori preferiscano un bambino più piccolo a uno più grande, o un fratello a una sorella. Una madre che sente un rifiuto verso il suo bambino può continuamente confrontarlo ad altri: «Johnny, quello che abita nella casa all'angolo, sa andare su una bicicletta con due ruote - è bravo, no? E tra l'altro ha un anno meno di te». Qui il genitore può dare un'immagine del «bambino ideale» che desidera, reagisce positivamente solo a quegli aspetti del figlio effettivo che rassomigliano a questa immagine e sconfessa il resto. I genitori possono anche fare affermazioni del tipo: «Sei tutto tuo zio Carlo». A quel punto più il bambino si comporta come zio Carlo, più carezze e riconoscimento ottiene.

UN ARRIVATO, UN COSTRUTTORE
UN PRESIDENTE DA ONORARE
UN UOMO COMUNQUE DA INVIDIARE
UN ALTRO BAMBINO

Qui l’autore rinforza e ribadisce l’ingiunzione, aggiungendo probabilmente quelle cha ha percepito essere le spinte e le aspettative dei genitori.

EH NO E NO
NON È QUESTIONE DI CELLULE
MA DELLA SCELTA CHE SI FA

Antideterminismo biologico e genetico. Giulio intuisce che il suo comportamento, la sua vita, il suo presente non sono biologicamente ereditati o determinati, ma funzione della scelta fatta, ora o allora, comunque rivedibile sulla base di ridecisioni sempre possibili (Vedi Goulding, Il cambiamento di vita nella terapia ridecisionale, Astrolabio). Anche la percezione della realtà è una scelta, una questione di figura e sfondo: nonostante le forti influenze ingiunzionali, il bambino può scegliere se aderirvi o ribellarsi. Sulla base delle decisioni prese circa la visione di sé, del mondo e degli altri, si costruisce il proprio copione di vita, un filtro attraverso il quale selezioniamo e percepiamo solo gli stimoli della realtà che confermano e rinforzano il nostro copione, quindi la nostra identità. A proposito del Copione, Berne in "Ciao!... E poi?" dà questa definizione: «Un piano di vita che si basa su di una decisione presa durante l'infanzia, rinforzata dai genitori, giustificata dagli avvenimenti successivi, e che culmina in una scelta decisiva». Berne quindi definisce il copione «un piano di vita che si basa su una decisione, una scelta presa durante l'infanzia». In altre parole il bambino decide quale sarà il suo piano di vita.
Esso, benché influenzato e rinforzato, non è determinato unicamente dalle forze esterne quali i genitori o l'ambiente. Nel linguaggio tecnico dell'A.T esprimiamo questo dicendo che il copione è decisionale. Nella teoria del copione il termine «decisione» è utilizzato in senso tecnico, diverso dall'usuale significato che troviamo nel dizionario. Le decisioni di copione del bambino non sono prese nel modo riflessivo deliberato che noi associamo alle decisioni prese dall'adulto. Le prime decisioni derivano da emozioni, e vengono prese prima ancora che il bambino abbia la capacità di parola. Dipendono inoltre da un tipo di esame di realtà diverso da quello effettuato dagli adulti. Noi quindi non facciamo altro che interpretare la realtà all'interno della nostra struttura di riferimento in modo tale che essa (la realtà) appaia giustificare le nostre decisioni di copione. Questo lo facciamo perché nel nostro stato dell'Io Bambino possiamo percepire qualsiasi minaccia alla nostra visione del mondo - basata sul copione - come una minaccia alla gratificazione dei nostri bisogni o anche alla nostra stessa sopravvivenza.

LA MIA È DI NON VIVERE A METÀ
IO COMUNQUE IO COMUNQUE VADA
SIA MOLTO IN ALTO CHE NELLA STRADA

La scelta di Giulio è quella di vivere pienamente, comunque vada, rischiando gratificazioni ed amore genitoriale, ribellandosi alle spinte, dandosi il permesso di essere se stesso e non quello che avrebbero voluto gli altri per lui.

SICURAMENTE ANCHE LEI
ANCHE SE NON L'HA DETTO MAI
DESIDERAVA MENO GUAI
UN ALTRO UOMO

Questo è il copione che inconsciamente si ripete. Giulio, inconsapevolmente sceglie una donna che ripropone il modello genitoriale, una donna che lo desidera diverso, un altro uomo, e che lo spinge ad essere altro da sé.

UN UOMO TRANQUILLO SU CUI CONTARE
CHE SI LASCIASSE UN PO' GUIDARE
UN PO' PIÙ FACILE DA CAPIRE
UN ALTRO UOMO

Come i genitori costruivano aspettative su di lui, anche la compagna che lui ha scelto, trasuda aspettative. Questo è ciò che percepisce Giulio, confuso nel proprio copione.

EH NO E NO
NON È QUESTIONE DI CELLULE
MA DELLA SCELTA CHE SI FA
LA MIA È DI NON VIVERE A METÀ
IO COMUNQUE IO COMUNQUE VADA
SIA MOLTO IN ALTO CHE NELLA STRADA

A questo punto, il ritornello può essere letto più come una ribellione del Bambino che come una consapevolezza dell’Adulto? Potrebbe essere, vista l’ingiunzione trasmessa dalla partner, una speranza, un permesso che Giulio vuole darsi, un cambiamento che può passare attraverso una ristrutturazione del proprio Copione.

E CERTAMENTE C'È QUALCUNO
O FORSE MOLTI O NESSUNO CHE
FA PROGRAMMI SU DI ME PER IL FUTURO

Tale è la forza percettiva dell’inginzione “Non essere te stesso”, sulla quale Giulio ha fondato parte del suo Copione di Vita, che sembra addirittura mostrare tratti paranoici con fantasie generalizzate sul mondo e sugli altri, che come i suoi genitori o i suoi partners, costruiscono aspettative su di lui

UN ALTRO DISCORSO INAUGURALE
O UN IMPORTANTE FUNERALE
CHE POSSA RAZIONALIZZARE
IL MIO FUTURO

La parte polare che sembra quindi essere stata repressa è quella emotiva, creativa e spontanea, soffocata da quella razionale, erroneamente considerata l’unica necessaria allo sviluppo ed alla crescita dell’individuo.

EH NO E NO
NON È QUESTIONE DI CELLULE
MA DELLA SCELTA CHE SI FA
LA MIA È DI NON VIVERE A METÀ
IO COMUNQUE IO COMUNQUE VADA
SIA MOLTO IN ALTO CHE NELLA STRADA



Dott. Massimiliano De Somma - Psicologo Psicoterapeuta e Counselor professionista
Formatore e Docente Scuole di Specializzazione in Psicoterapia
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https://www.psicoterapia-napoli.it
https://m.psicoterapia-napoli.it



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