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PSICOLOGO PSICOTERAPEUTA: Dott. Massimiliano De Somma - PSICOTERAPIA NAPOLI - La piccola Sirenza - Psicoterapia Napoli: Dott. Massimiliano De Somma - Psicologo Psicoterapeuta

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Note

LA PICCOLA SIRENA



C'era una volta una piccola sirena che si lasciava trasportare dalle onde in piena serenità. Aveva una vita felice, dolcemente cullata dal mare. Un giorno, un'onda la sospinse verso riva, dove un bel giovane era affaccendato intorno  a un oggetto misterioso.

"Come sei strana" le disse "con una coda di pesce al posto delle gambe! Non potrai mai passeggiare per le foreste e le montagne come me."
"Cosa sono le foreste e le montagne?" si informò la piccola sirena. "Non puoi immaginarle se non le hai mai viste. Sono appassionanti da esplorare, piene di vita e di avventura."

La piccola sirena andò sul fondo dell'oceano dalla Grande Signora del Mare.
"Datemi le gambe affinché io possa esplorare le foreste e le montagne con quel bell'essere umano che è sulla riva."
"Ma sei sicura," obiettò la Grande Signora del Mare "sai cosa mi chiedi? Con le gambe non potrai più nuotare dolcemente nelle acque profonde. Vivrai nell'aria: i tuoi polmoni si modificheranno, ma l'aria non ti accarezzerà come l'acqua. La tua  pelle avrà desiderio delle sue carezze dolci e setose."
"Ma voglio questa gioia e questa avventura con l'affascinante straniero! Non ho più bisogno di essere cullata, voglio servirmi delle mie gambe!"
"Oh" disse la Grande Signora del Mare "suppongo che tu voglia provare la terra come feci io tanti secoli fa prima di rinunciare alla lotta incessante dei terrestri. D'accordo, trasformerò il tuo corpo, avrai le gambe e anche polmoni e organi sessuali  come i terrestri. E io ti regalerò delle antenne particolarmente sensibili affinché tu possa sentire le carezze umane quando le riceverai. Forse attenueranno la mancanza di tutte quelle dolcezze che la tua pelle e il tuo corpo hanno conosciuto finora,  anche se ne dubito. Tu non ti rendi conto, piccola sirena, che diventare un essere umano non è solamente gioia e avventura, ma anche dolore."
"Sì, sì" interruppe impaziente la piccola sirena "vi prego, datemi le gambe e tutto il resto. Ma presto!"

Ed ecco come la piccola ninfa arrivò sulla terra per raggiungere l'affascinante straniero sulla spiaggia, senza sapere che tanto tempo prima, in un'epoca avvolta nell'oblio, anch'egli era uscito dall’acqua alla ricerca di gioia e avventura.

II giovane fu felice di vederla.
"Ci sei riuscita" disse. "Sei bella. Vuoi accarezzarmi?"
"Con piacere" rispose l'antica piccola sirena, un po’senza fiato perché non si era ancora abituata all'atmosfera. "Non sapevo di essere bella. Farò tutto ciò che vorrai, perché tu sai tante cose che io non so."
"Certo" disse il giovane "basta che tu ti prenda cura delle mie esigenze, mi coccoli, mi accarezzi e mi nutri. Io ti aiuterò a riconoscere i miei bisogni e ti dirò tutto quello che vorrai ancora sapere. Mi sono sentito così vuoto e solo in questi  ultimi tempi. Non so perché, ma qualcosa mi dice che potrai aiutarmi. E sono sicuro che ho bisogno di carezze."
Allora la piccola sirena lo accarezzò e lo nutrì, lo sostenne e tutte le volte che era senza energia o in collera cantava dolcemente per calmarlo.

In cambio, egli la coccolava ogni tanto e le diceva che era bella. Lei scoprì com'era piacevole avere un sesso e pensò che forse per quello aveva desiderato le gambe. Dimenticò che era venuta sulla terra per esplorare le foreste e le montagne.  Le bastava sentirne parlare da lui nei momenti dell'amore.

Un giorno egli le annunciò che era pronto a volare sulla luna.
"Ma non abbiamo ancora esplorato insieme le foreste e le montagne" obiettò la sirenetta "non abbiamo fatto altro che restare sulla spiaggia."
"Sì, sì" replicò il giovane "ma ora le foreste e le montagne m'annoiano, e la spiaggia anche. Voglio andare sulla luna. Prima del tuo arrivo avevo costruito un vascello spaziale, ma mi sentivo troppo svuotato per utilizzarlo. Ora sono di nuovo  pieno di energia. Con le tue carezze mi hai ridato la voglia di decollare. Apprezzo ciò che hai fatto per me e porterò la tua foto sulla luna."
"Voglio partire con te" lo pregò la piccola ninfa "ormai dipendo dalle tue carezze. Non ne avevo bisogno quando vivevo nel mare e non pensavo di averne bisogno qui. Ma adesso ho disperatamente bisogno di te."
"Spiacente," ribatté lui "c'e solo un posto nel mio vascello spaziale. Non si vede? Le grandi avventure si intraprendono da soli. Non posso più trattenermi qui, comincio ad annoiarmi terribilmente."
Con queste parole, volò via.

"Grande Signora del Mare" gemette la piccola sirena tutta sola sulla spiaggia "sono perduta e spaventata. Che farò adesso? Mi avevate avvertita e non ho capito. Riprendetevi le mie gambe e lasciatemi tornare alla vita di prima."
"Non è possibile ora" rispose la Grande Signora del Mare. "Ormai non sei più una piccola sirena, sei una giovane donna che vive sulla terra. Nel mare annegheresti. Ma hai dimenticato perché volevi le gambe? Desideravi esplorare foreste e montagne, e non le hai ancora visitate. Non hai fatto altro che restare su una spiaggia isolata. Guardati, hai piedi e gambe che ti portano. Puoi alzarti e camminare. Puoi andare, partire sola e trovare compagnia sul tuo cammino. Io so che la tua pelle ha sete di carezze di cui l'atmosfera terrestre non è generosa quanto il mare. Troverai forse ugualmente il modo di procurartele e poi tu non lo sai, ma hai delle riserve di quando ancora ti facevi cullare dall'oceano, così sei in grado di resistere per un po' di tempo. E c'è qualcos'altro che non sai: ti senti vuota e triste perché distribuivi carezze e cure come una piccola ninfa intrappolata e non come un essere umano. Va' per foreste e montagne, vivi le avventure della tua vita e avrai altre  cose da dare per la ricchezza che ti porteranno la scoperta e la sofferenza. Sì, la sofferenza. Ciò che patisci ora per essere stata abbandonata è niente rispetto a ciò che può esserti ancora riservato. Ma troverai ugualmente la gioia,  una gioia fatta di armonia e di bellezza. In certi momenti ne sarai così piena da debordare. Allora avrai voglia di offrire regali agli altri per il tuo piacere, liberamente e generosamente, perché molte saranno le cose in tuo possesso. Tuttavia,  non avere la gioia come ambizione. Non è da collocare nei tuoi progetti, né io te la prometto. Quel che ti prometto davvero, invece, giovane donna, è che un giorno mi raggiungerai qui nella profondità del Tempo. Al tuo ritorno non sarai né  piccola sirena, né giovane donna. Come e quando succederà non te lo posso dire, ma lo vedrai."

Con queste parole la Grande Signora del Mare sparì tra le onde. La giovane asciugò le sue lacrime. Gocce salate le scendevano lungo le guance. Avevano il gusto dell'acqua marina.
"Le mie prime lacrime" si disse "ed è così che porto ancora un po' di oceano in me." Si stupì di conoscere la parola "lacrime", perché non le aveva ancora mai provate. Di colpo si rese conto che sapeva molte cose. Aveva le lacrime degli esseri  umani e - come loro - poteva sentire e dire cose. Avrebbe sperimentato altri incontri. Esseri umani, sentimenti, cose, parole? Si sarebbe messa alla ricerca...


Gentile lettore, ora che hai letto questo racconto non considerarlo - ti prego - unicamente sul piano femminista. Lascia libera la tua immaginazione, la più originale e profonda.  È la storia della tua nascita, che tu sia uomo o donna. La piccola sirena è ogni creatura emergente dalle acque profonde del ventre materno e l'affascinante straniero che la interpella, chiede, poi se ne disinteressa e infine se ne va è lo Spirito  stesso della vita che stimola, insegna, spinge ad apprendere e si aspetta che la nostra parte Bambina Esploratrice continui a esplorare per fini che ignoriamo, temendoli vagamente malgrado tutto. La Buona Madre dell'oceano è l'universo cosmico dispensatore di percezione, sensibilità e premonizione che ci promette di poter tornare al Grande Sconosciuto da cui proveniamo.

tratto dal libro "Essere terapeuta" di F. English, Ed. La vita felice, pag.241-245

Napoli - Via Santo Strato a Posillipo, 14

Sant'Antimo (NA) - Via Antonio Gramsci, 12

Tel.:  338 744 58 62    

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