Dott. Massimiliano De Somma

Psicologo Psicoterapeuta

 

 

 

Fobie specifiche

 

Una fobia è una paura intensa, irrazionale e sproporzionata di qualcosa che non rappresenta una pericolo reale e con cui altre persone si confrontano senza particolari timori. Alcune delle fobie più comuni sono relative ad ambienti chiusi, all'altezza, alle scale mobili, alle gallerie, alle autostrade, a guidare, all'acqua, al volo, ai cani ed alle ferite con sangue. Tali fobie non sono solo un timore estremo; sono paure irrazionali di una cosa particolare.

La fobia ossia la paura marcata e persistente ha caratteristiche ben definite:

è sproporzionata rispetto al pericolo reale pericolo della situazione;
non è controllabile con ragionamenti, spiegazioni razionali e dimostrazioni;
supera la capacità di controllo volontario che il soggetto è in grado di attuare;
genera l’evitamento sistematico della situazione temuta;
rimane per un periodo prolungato di tempo senza risolversi o attenuarsi;
causa un certo grado di disadattamento per l’interessato;
il soggetto interessato si rende conto che la paura è irragionevole e non è dovuta all'effettiva pericolosità della situazione temuta.

Chi ha delle fobie è sopraffatto dal terrore all'idea di venire a contatto magari con l'oggetto della sua paura come un ragno innocuo o una lucertola, o di fronte alla prospettiva di compiere un'azione che lascia indifferenti la maggior parte delle persone (ad esempio, il claustrofobico non riesce a prendere l'ascensore o la metropolitana). Chi soffre di fobie si rende conto dell'irrazionalità di certe reazioni emotive, ma non riesce a controllarle.
L'ansia da fobia, o "fobica", si manifesta con sintomi come tachicardia, disturbi gastrici e urinari, nausea, diarrea, senso di soffocamento, rossore, sudorazione eccessiva, tremito e spossatezza e quando si sta male si desidera solamente fuggire.
Scappare, d'altra parte, è una strategia nelle situazioni di pericolo. La tendenza ad evitare ogni situazione o condizione che possa essere associate alla paura, sebbene riduca sul momento gli effetti della paura, in realtà costituisce una trappola: ogni evitamento conferma la pericolosità della situazione evitata e prepara l'evitamento successivo (in termini psicologici si dice che ogni evitamento rinforza negativamente la paura). La spirale di progressivi evitamenti aumenta la sfiducia nelle proprie risorse e anche della reazione fobica della persona, al punto da interferire significativamente con la normale routine dell'individuo, con il lavoro, la scuola o con le attività o le relazioni sociali. Il disagio diviene sempre più limitante. Chi ha la fobia dell'aereo può trovarsi, ad esempio, a rinunciare a molte trasferte, e la cosa diventa imbarazzante se è necessario spostarsi per lavoro. Chi è terrorizzato da aghi e siringhe può rinunciare a controlli medici necessari o addirittura privarsi dell'esperienza della gravidanza. Chi ha paura dei piccioni non attraversa le piazze e non può godersi un caffè seduto ai tavolini di un bar all'aperto e così via. Potete essere capaci di sciare sulle montagne più alte del mondo con facilità ma non riuscire a superare il quinto piano di una palazzina di uffici. Benché gli adulti con fobie si rendano conto che questi timori sono irrazionali, trovano spesso che affrontare, o persino pensare di affrontare, l'oggetto temuto o la situazione porti un attacco di panico o una forte ansia.

Le fobie interessano 5 milioni di italiani e sono due volte più frequenati nelle donne che negli uomini solitamente compaiono nell'infanzia o nell'adolescenza e tendono a persistere nell'età adulta.
Le cause delle fobie non sono del tutto chiare ma si evidenzia una tendenza a svilupparle in famiglia. Se la situazione temuta o l'oggetto temuto è facile da evitare, la persona con una fobia specifica potrebbe non cercare aiuto; ma se l'evitamento interferisce con la carriera o la vita personale può diventare inabilitante e solitamente va alla ricerca della cura. Le fobie rispondono molto bene a psicoterapie mirate.

 

 

Fobia sociale

 

La fobia sociale, denominata anche disturbo d'ansia sociale, è diagnosticata quando la persona diventa esageratamente ansiosa ed eccessivamente affettata nelle situazioni sociali quotidiane. La persona con fobia sociale ha un timore intenso, persistente e cronico di essere guardato e giudicato dagli altri e di fare cose che la imbarazzerebbero. Può preoccuparsi per giorni o settimane prima di una situazione temuta. Questo timore può diventare così forte da interferire con il lavoro, la scuola ed altre attività ordinarie e può rendere difficile mantenere o stringere nuove amicizie.
Benché molte persone con la fobia sociale si rendano conto che i loro timori siano eccessivi o irragionevoli, non riescono a superarli. Anche se riescono ad affrontare le loro paure ed a stare insieme agli altri, sono solitamente molto ansiosi nell'attesa, assolutamente a disagio durante l'incontro e in seguito si preoccupano per ore per come possono essere stati giudicati.
La fobia sociale può essere limitata ad una situazione (come parlare in pubblico, mangiare o bere o scrivere su una lavagna davanti agli altri) o può essere così estesa (come nel caso della fobia sociale generalizzata) che la persona avverte ansia in presenza di chiunque ad eccezione dei familiari.
I sintomi fisici che accompagnano spesso la fobia sociale includono sudorazione diffusa, tremori, nausea, arrossimento e difficoltà a parlare. Quando questi sintomi si presentano la persona con la fobia sociale si sente come se avesse gli occhi di tutti su di se.
La fobia sociale interessa oltre un milione di italiani e uomini e donne hanno le stesse probabilità di sviluppare il disturbo che comincia solitamente nell'infanzia o nell'adolescenza. La fobia sociale è accompagnata spesso da altri disturbi d'ansia o depressione, l'abuso di sostanze si può sviluppare se la persona prova ad auto medicare la propria ansia.
 

fonte: www.ansia-panico.net