Dott. Massimiliano De Somma

Psicologo Psicoterapeuta

 

 

Dismorfismo corporeo

 

 

La caratteristica essenziale del Disturbo di Dismorfismo Corporeo (conosciuto storicamente come dismorfofobia) è la preoccupazione per un difetto nell’aspetto fisico.
Il difetto può essere immaginario, oppure, se è presente una piccola anomalia fisica, la preoccupazione del soggetto è di gran lunga eccessiva.
La preoccupazione deve causare disagio significativo o menomazione nel funzionamento sociale, lavorativo, oppure in altre importanti aree.
La preoccupazione non è meglio attribuibile ad un altro disturbo mentale (per es. l’insoddisfazione per la forma e le misure corporee nella Anoressia Nervosa).
Le lamentele riguardano facilmente difetti lievi o immaginari della faccia o della testa, come i capelli più o meno folti, l’acne, rughe, cicatrici, manifestazioni vascolari, pallore o rossore, sudorazione, asimmetrie o sproporzioni del viso, oppure eccessiva peluria.

Altre preoccupazioni comuni riguardano la forma, le misure, o qualche altro aspetto di naso, occhi, palpebre, sopracciglia, orecchie, bocca, labbra, denti, mascella, mento, guance o testa. Tuttavia ogni altra parte del corpo può diventare motivo di preoccupazione (per es. i genitali, le mammelle, le natiche, l’addome, le braccia, le mani, i piedi, le gambe, i fianchi, le spalle, la colonna, regioni più estese del corpo o le misure corporee globali, o la corporatura e la massa muscolare). La preoccupazione può riguardare simultaneamente diverse parti del corpo.
Per quanto la lamentela sia spesso specifica (per es. le labbra “storte” o il naso “a patata”), altre volte è invece vaga (per es. la faccia “cascante”, oppure lo sguardo “sfuggente”). A causa dell’imbarazzo causato loro dalla preoccupazione o per altre ragioni, alcuni soggetti col Disturbo di Dismorfismo Corporeo evitano di descrivere i loro “difetti” in dettaglio, e tendono invece a parlare genericamente della loro bruttezza.

La gran parte dei soggetti con questo disturbo sperimentano grave disagio per la loro supposta deformità, descrivendo spesso le loro preoccupazioni come “intensamente dolorose”, “tormentose”, o “devastanti”. I più trovano le loro preoccupazioni difficili da controllare, e fanno pochi o nessun tentativo di resistervi. Come conseguenza, essi spesso passano molte ore al giorno a pensare al loro “difetto”, al punto che questi pensieri possono dominare la loro vita. Si verifica facilmente menomazione significativa in molte aree del funzionamento mentale. Sentimenti di consapevole vergogna per il proprio “difetto”, possono portare all’evitamento delle situazioni di lavoro, scuola o di contatto sociale.

Il frequente controllo del difetto, o direttamente o in una superficie riflettente (per es., specchi, vetrine dei negozi, paraurti delle macchine, vetri degli orologi) possono occupare parecchie ore della giornata. Certi soggetti utilizzano illuminazioni speciali oppure lenti di ingrandimento per esaminare il proprio “difetto”.
Possono esservi comportamenti esagerati di pulizia (per es. eccessi nel pettinarsi, nell’eliminazione dei peli, applicazioni ritualizzate di cosmetici, manipolazione della pelle).
Sebbene l’intento usuale del controllo e della pulizia sia di diminuire l’ansia, essere rassicurati sul proprio aspetto o migliorare temporaneamente il proprio aspetto, questi comportamenti finiscono spesso per far aumentare la preoccupazione e l’ansia connessa. Di conseguenza alcuni soggetti evitano gli specchi, talora ricoprendoli o eliminandoli dall’ambiente. Altri alternano periodi di eccessivi controlli allo specchio a periodi di evitamento. Altri comportamenti che mirano a migliorare il "difetto" includono l’esercizio eccessivo (per es., sollevamento pesi), la dieta ed il cambiare frequentemente gli abiti. Possono esserci frequenti richieste di rassicurazione circa il “difetto”, ma le rassicurazioni portano sollievo solo temporaneo, quando lo portano. I soggetti col disturbo facilmente confrontano la parte “brutta” del loro corpo con quella degli altri.

Possono cercare di camuffare il “difetto” (per es. facendosi crescere la barba per coprire delle supposte cicatrici deturpanti, portando il cappello per nascondere supposte calvizie, imbottendo i calzoni per potenziare un pene “piccolo”). Certi soggetti possono essere esageratamente preoccupati che la parte “brutta” del loro corpo funzioni male, o sia estremamente fragile, e in costante pericolo di venir danneggiata. La consapevolezza del difetto percepito spesso è scarsa, ed alcuni soggetti sono deliranti; cioè, sono completamente convinti che la loro visione del difetto è certa e non distorta, e non possono essere convinti altrimenti. Anche le idee ed i deliri di riferimento correlati al difetto immaginato sono comuni; cioè, i soggetti con questo disturbo spesso pensano che altri possano fare o stiano facendo particolare attenzione al loro supposto difetto, magari parlandone o deridendola.

L’evitamento delle attività usuali può portare ad un isolamento sociale estremo. In certi casi, la persona può uscire di casa solo di notte, quando non può essere vista, o rimanere chiusa in casa talora per anni. I soggetti col disturbo possono abbandonare la scuola, evitare i colloqui di lavoro, lavorare al di sotto delle loro possibilità, oppure non lavorare per nulla. Possono avere pochi amici, evitare incontri sentimentali e altre interazioni sociali, avere difficoltà coniugali, o divorziare a causa dei loro sintomi.

Il disagio e le disfunzioni collegate al disturbo, per quanto variabili, possono portare a ricoveri ripetuti, idee suicidiarie, tentativi di suicidio, e suicidio. I soggetti col Disturbo di Dismorfismo Corporeo spesso ricercano e ottengono trattamenti medici generali (spesso dermatologici), odontoiatrici o chirurgici al fine di correggere i loro supposti o lievi difetti. Occasionalmente, i soggetti possono ricorrere a misure estreme (per es., l’autochirurgia) per correggere i loro difetti percepiti.

Questi trattamenti possono causare peggioramento del disturbo, portando a preoccupazioni nuove o più intense, che a loro volta portano a ulteriori infruttuose procedure, cosicchè l’individuo può ritrovarsi a possedere naso, orecchie, mammelle e natiche “sintetiche”, e tuttavia esserne ancora insoddisfatto. Il Disturbo di Dismorfismo Corporeo può ritrovarsi associato con Disturbo Depressivo Maggiore (Episodio Singolo e Ricorrente), Disturbo Delirante, Fobia Sociale e Disturbo Ossessivo-Compulsivo.

Il rilievo culturale dato all’aspetto fisico e l’importanza di una buona immagine fisica di sé possono influenzare o amplificare le preoccupazioni riguardanti una supposta deformità fisica. Il Disturbo di Dismorfismo Corporeo può essere ugualmente comune nelle donne e nei maschi negli ambienti ambulatoriali di salute mentale.

La prevalenza del Disturbo di Dismorfismo Corporeo nella comunità non è noto. Negli ambienti clinici mentali, le percentuali riportate di Disturbo di Dismorfismo Corporeo in soggetti con Disturbi Depressivi o d’Ansia variano dal 5% a circa il 40%. Negli ambienti di chirurgia plastica e dermatologici, le percentuali riportate di Disturbo di Dismorfismo Corporeo variano dal 6% al 15%.

Il Disturbo di Dismorfismo Corporeo insorge solitamente durante l’adolescenza, ma possono iniziare durante la fanciullezza. Comunque, il disturbo può non essere diagnosticato per molti anni, perchè spesso i soggetti col disturbo sono riluttanti a rivelare i loro sintomi. L’esordio può essere sia graduale, sia improvviso.

Il disturbo spesso ha un decorso pressochè continuativo, con pochi intervalli liberi da sintomi, per quanto l’intensità dei sintomi possa aumentare e diminuire nel tempo. La parte del corpo al centro della preoccupazione può rimanere la stessa oppure cambiare.

Diagnosi differenziale
 

Diversamente dalle normali proccupazioni per l’aspetto fisico, la preoccupazione per l’aspetto fisico nel Disturbo di Dismorfismo Corporeo comporta eccessivo dispendio di tempo, e risulta associata con significativo disagio o menomazione nel funzionamento sociale, lavorativo, o in altre aree. Tuttavia il Disturbo di Dismorfismo Corporeo può risultare sotto-diagnosticato negli ambienti in cui si praticano interventi estetici. L’esercizio eccessivo (per es., il sollevamento pesi) che può manifestarsi nel Disturbo di Dismorfismo Corporeo per correggere un difetto percepito dell’aspetto dovrebbe essere differenziato dall’esercizio salutare e dall’esercizio eccessivo che può manifestarsi come parte di un Disturbo dell’Alimentazione.

La diagnosi di Disturbo di Dismorfismo Corporeo non dovrebbe essere fatta se la preoccupazione è meglio attribuibile ad un altro disturbo mentale. Il Disturbo di Dismorfismo Corporeo non dovrebbe essere diagnosticato se la preoccupazione eccessiva si limita alla “grossezza”, come nella Anoressia Nervosa, se la preoccupazione del soggetto riguarda il disagio o il senso di estraneità verso i propri caratteri sessuali primari e secondari, come nel Disturbo della Identità di Genere, oppure se la preoccupazione è limitata a rimuginazioni congruenti con l’umore riguardanti l’aspetto fisico che si manifestino esclusivamente nel corso di un Episodio Depressivo Maggiore. Comunque, la depressione spesso si manifesta secondariamente al Disturbo di Dismorfismo Corporeo, caso in cui dovrebbe essere diagnosticato il Disturbo di Dismorfismo Corporeo.

I soggetti con Disturbo Evitante di Personalità o con Fobie Sociali possono avere la preoccupazione di trovarsi in imbarazzo a causa di qualche difetto fisico reale, ma queste preoccupazioni di solito non sono predominanti, persistenti, fastidiose, pervicaci e causa di menomazione. Per quanto i soggetti col Disturbo di Dismorfismo Corporeo abbiano preoccupazioni ossessive riguardanti il loro aspetto fisico e comportamenti compulsivi connessi (per es. guardarsi allo specchio), una diagnosi separata di Disturbo Ossessivo-Compulsivo viene fatta solo quando le ossessioni o compulsioni non si limitano alle preoccupazioni riguardanti l’aspetto fisico. Alcuni soggetti con Disturbo di Dismorfismo Corporeo si depilano o stuzzicano la loro pelle nel tentativo di migliorare il loro aspetto; questi comportamenti dovrebbero essere distinti dallo strapparsi i peli che si osserva nella Tricotillomania, che non si manifesta in risposta a preoccupazioni per l’aspetto, e dallo stuzzicarsi la pelle che può essere associato ad altri disturbi mentali.

I soggetti col Disturbo di Dismorfismo Corporeo possono ricevere una diagnosi aggiuntiva di Disturbo Delirante, Tipo Somatico, se la loro preoccupazione per il supposto difetto nell’aspetto fisico si presenta con intensità delirante.

Il Koro è una sindrome psichiatrica legata ad una specifica cultura che si manifesta principalmente nel Sud Est Asiatico, e che si può considerare collegato al Disturbo di Dismorfismo Corporeo. È caratterizzato dalla preoccupazione che il pene (o le piccole labbra, i capezzoli o le mammelle nelle donne) si rattrappisca e scompaia nell’addome. Questa preoccupazione spesso si accompagna a credere che esiterà la morte. Il Koro si differenzia dal Disturbo di Dismorfismo Corporeo per via della durata solitamente breve, per le differenti manifestazioni associate (principalmente ansia acuta e paura di morire), per la risposta positiva alle rassicurazioni, e per l’occasionale diffusione epidemica.