Dott. Massimiliano De Somma

Psicologo Psicoterapeuta

 

 

Cleptomania

 

La caratteristica fondamentale della Cleptomania è la ricorrente incapacità di resistere all’impulso di rubare oggetti anche se non ve n’è alcun bisogno per l’uso personale o per il valore economico. Il soggetto prova una sensazione soggettiva crescente di tensione prima del furto, e prova piacere, gratificazione, o sollievo dopo averlo commesso. Il furto non viene commesso per esprimere rabbia o vendetta, non è compiuto in risposta ad un delirio o un’allucinazione, e non è meglio attribuibile ad un Disturbo della Condotta, un Episodio Maniacale, o un Disturbo Antisociale di Personalità. Gli oggetti vengono rubati nonostante siano tipicamente di scarso valore per il soggetto, che avrebbe potuto pagarli e spesso li dà via o li getta. Occasionalmente il soggetto può ammucchiare gli oggetti rubati o restituirli di nascosto. Sebbene i soggetti con questo disturbo evitino generalmente di rubare quando è probabile l’arresto immediato (per es., sotto gli occhi di un agente di polizia), essi di solito non programmano i furti né considerano appieno la possibilità di essere arrestati. Il furto è compiuto senza assistenza o aiuto da parte di altri.

Manifestazioni e disturbi associati


I soggetti affetti da Cleptomania avvertono l’impulso di rubare come egodistonico e sono consapevoli dell’erroneità e dell’insensatezza dell’atto. Il soggetto ha frequentemente timore di essere arrestato e si sente depresso o in colpa per i furti. La cleptomania si può associare con compulsione all’acquisto così come con Disturbi dell’Umore (specie Disturbo Depressivo Maggiore, Episodio Singolo e Ricorrente), Disturbi d’Ansia, Disturbi dell’Alimentazione (specie Bulimia Nervosa), Disturbi di Personalità ed altri Disturbi del Controllo degli Impulsi. Il disturbo può causare difficoltà legali, familiari, di carriera, e personali.

Caratteristiche collegate al genere


Dati preliminari sostengono che, nei campioni clinici, circa i due terzi dei soggetti con cleptomania sono femmine.

Prevalenza


La Cleptomania è una condizione rara, che sembra manifestarsi in meno del 5% dei ladri di negozi. Non si conosce la prevalenza nella popolazione generale.

Decorso


L’età di insorgenza della cleptomania è variabile. Il disturbo può iniziare nella fanciullezza, nella adolescenza o nell’età adulta e in rari casi nella tarda età adulta. Vi sono pochi dati sistematici sul decorso della Cleptomania, ma sono stati descritti tre decorsi tipici: sporadica con brevi episodi e lunghi periodi di remissione; episodica con periodi protratti di furti e periodi di remissione; cronica con qualche grado di fluttuazione. Il disturbo può continuare per anni, nonostante condanne multiple per furto nei negozi.

Familiarità


Non vi sono studi controllati sulla familiarità della cleptomania. Tuttavia, dati preliminari sostengono che i parenti di primo grado di soggetti con cleptomania possono avere tassi più elevati di Disturbo Ossessivo-Compulsivo di quelli rilevati nella popolazione generale.

Diagnosi differenziale


La Cleptomania dovrebbe essere distinta dai comuni furti nei negozi o altrove. I furti comuni (sia pianificati che impulsivi) sono deliberati e motivati dall’utilità dell’oggetto o dal suo valore economico. Alcuni soggetti, specie adolescenti, possono anche rubare come sfida, come atto di ribellione, o come rito di passaggio. La diagnosi non viene fatta se non sono presenti le altre caratteristiche tipiche della Cleptomania. La Cleptomania è estremamente rara, mentre i furti nei negozi sono relativamente comuni. Nella Simulazione, i soggetti possono simulare i sintomi della Cleptomania per evitare condanne penali. Il Disturbo Antisociale di Personalità e il Disturbo della Condotta vengono distinti dalla Cleptomania in base ad una modalità generale di comportamento antisociale. La Cleptomania dovrebbe essere distinta dai furti intenzionali o involontari che possono manifestarsi durante un Episodio Maniacale, in risposta a deliri o allucinazioni (per es., nella Schizofrenia), o come conseguenza di una demenza.
 

Fonte: DSM IV