Dott. Massimiliano De Somma

Psicologo Psicoterapeuta

 

 

Disturbo dell’Adattamento

 

La caratteristica fondamentale di un Disturbo dell’Adattamento è una risposta psicologica ad uno o più fattori stressanti identificabili che conducono allo sviluppo di sintomi emotivi o comportamentali clinicamente significativi. I sintomi devono svilupparsi entro 3 mesi dall’esordio del fattore o dei fattori stressanti. La rilevanza clinica della reazione è indicata dal notevole disagio, che va al di là di quello prevedibile in base alla natura del fattore stressante, o da una significativa compromissione del funzionamento sociale o lavorativo (scolastico). In altre parole una reazione ad un fattore stressante che possa essere considerata normale o attesa può ancora rendere giustificabile una diagnosi di Disturbo dell’Adattamento se la reazione è sufficientemente grave da causare compromissione significativa. Questa categoria non dovrebbe essere usata se l’anomalia soddisfa i criteri per un altro disturbo specifico (per es., un Disturbo d’Ansia o un Disturbo dell’Umore specifico), o se costituisce solo un’esacerbazione di un preesistente disturbo. Comunque, un Disturbo dell’Adattamento può essere diagnosticato in presenza di un altro disturbo se quest’ultimo non spiega il tipo di sintomi che si sono manifestati in risposta al fattore stressante. La diagnosi di Disturbo dell’Adattamento non è corretta neppure quando i sintomi corrispondono al Lutto. Per definizione, un Disturbo dell’Adattamento deve risolversi entro 6 mesi dalla cessazione del fattore stressante (o delle sue conseguenze). Comunque, i sintomi possono persistere per un periodo prolungato (cioè, più di 6 mesi) se si manifestano in risposta ad un fattore stressante cronico (per es., una condizione medica generale cronica e invalidante) o ad un fattore stressante che ha conseguenze durature (per es., le difficoltà finanziarie ed emotive che derivano da un divorzio).

Il fattore stressante può essere costituito da un singolo evento (per es., fine di una relazione sentimentale), oppure possono esservi fattori stressanti multipli (per es., notevoli difficoltà negli affari e problemi coniugali). I fattori stressanti possono essere ricorrenti (per es., associati con crisi economiche legate a oscillazioni stagionali degli affari) o continui (per es., il vivere in una zona ad alta criminalità). I fattori stressanti possono interessare un singolo individuo, un’intera famiglia, oppure un gruppo più ampio o la comunità (per es., in un disastro naturale). Alcuni fattori stressanti possono essere associati ad eventi specifici dello sviluppo (per es., andare a scuola, lasciare la casa dei genitori, sposarsi, diventare genitore, mancare obiettivi professionali, andare in pensione).

Sottotipi e specificazioni


I Disturbi dell’Adattamento vengono classificati in base al sottotipo che meglio definisce i sintomi predominanti:

Con Umore Depresso. Questo sottotipo dovrebbe essere usato quando le manifestazioni cliniche predominanti sono costituite da sintomi come umore depresso, facilità al pianto, o sentimenti di perdita di speranza.

Con Ansia. Questo sottotipo dovrebbe essere usato quando le manifestazioni cliniche predominanti sono costituite da sintomi come irritabilità, preoccupazione, o irrequietezza, oppure, nei bambini, timori di essere separati dalle figure a cui sono principalmente attaccati.

Con Ansia e Umore Depresso Misti. Questo sottotipo dovrebbe essere usato quando la manifestazione predominante è una combinazione di depressione e di ansia.

Con Alterazione della Condotta. Questo sottotipo dovrebbe essere usato quando la manifestazione predominante è un’alterazione della condotta in cui si verifica una violazione dei diritti degli altri o delle norme o regole della società appropriate per l’età adulta (per es., assenze ingiustificate da scuola, vandalismo, guida spericolata, risse, inadempienza verso le responsabilità legali).

Con Alterazione Mista dell’Emotività e della Condotta. Questo sottotipo dovrebbe essere usato quando le manifestazioni predominanti sono sia sintomi emotivi (per es., depressione, ansia) che un’anomalia della condotta (vedi il sottotipo precedente).

Non Specificato. Questo sottotipo dovrebbe essere usato per le reazioni maladattive (per es., lamentele fisiche, ritiro sociale, o inibizione sul lavoro o a scuola) a fattori stressanti che non sono classificabili come uno dei sottotipi specifici di Disturbo dell’Adattamento.

La durata dei sintomi di un Disturbo dell’Adattamento può essere indicata scegliendo una delle seguenti specificazioni:

Acuto

Questa specificazione può essere usata per indicare il persistere dei sintomi per meno di 6 mesi.

Cronico

Questa specificazione può essere usata per indicare il persistere dei sintomi per 6 mesi o più. Per definizione, i sintomi non possono persistere per più di 6 mesi dopo la cessazione del fattore stressante o delle sue conseguenze. La specificazione Cronico quindi è adatta quando la durata dell’alterazione è maggiore di 6 mesi in risposta ad un fattore stressante cronico o ad un fattore stressante che ha conseguenze protratte.

Manifestazioni e disturbi associati


Il disagio soggettivo o la compromissione del funzionamento associati al Disturbo dell’Adattamento si manifestano spesso con ridotte prestazioni scolastiche o lavorative e cambiamenti temporanei delle relazioni sociali. I Disturbi dell’Adattamento sono associati con tentativi di suicidio, suicidio, uso eccessivo di sostanze e lamentele somatiche. Il Disturbo dell’Adattamento è stato rilevato in soggetti con disturbi mentali preesistenti in campioni selezionati, quali i bambini e gli adolescenti e nei pazienti di medicina generale e chirurgici. La presenza di un Disturbo dell’Adattamento può complicare il decorso di una malattia in soggetti affetti da una condizione medica generale (per es., diminuita accettazione del regime terapeutico raccomandato o degenza ospedaliera protratta).

Caratteristiche collegate a cultura, età e genere


Per valutare sul piano clinico se la reazione del soggetto al fattore stressante sia maladattiva, o se il disagio associato vada al di là del prevedibile, occorre prendere in considerazione il contesto dell’ambiente culturale del soggetto. La natura, il significato, e l’esperienza dei fattori stressanti e la valutazione della reazione ad essi possono variare nelle diverse culture. I Disturbi dell’Adattamento possono insorgere in ogni fascia di età, e maschi e femmine ne sono equamente affetti. Nei campioni clinici di adulti le donne ricevono una diagnosi due volte più spesso degli uomini. Al contrario, nei campioni clinici di bambini e di adolescenti i ragazzi e le ragazze ricevono questa diagnosi in modo uguale.

Prevalenza


I Disturbi dell’Adattamento sono apparentemente comuni, sebbene le cifre epidemiologiche varino ampiamente in funzione della popolazione studiata e dei metodi di valutazione usati. La prevalenza del Disturbo dell’Adattamento è stata riferita tra il 2% e l’8% nei campioni di comunità di bambini e di adolescenti e negli anziani. Il Disturbo dell’Adattamento è stato diagnosticato fino al 12% dei pazienti ricoverati negli ospedali generali che vengono inviati per una consulenza di salute mentale, nel 10-30% di quelli degli ambulatori di salute mentale e fino al 50% di popolazioni specifiche che hanno vissuto un particolare fattore stressante (per es., dopo un intervento di cardiochirurgia). I soggetti che vengono da circostanze di vita svantaggiate sperimentano un maggior numero di fattori stressanti e possono avere un rischio maggiore di sviluppare il disturbo.

Decorso


Per definizione, l’alterazione del Disturbo dell’Adattamento inizia entro 3 mesi dall’insorgenza di un fattore stressante, e non dura oltre 6 mesi dopo la cessazione del fattore stressante o delle sue conseguenze. Se il fattore stressante è un evento acuto (per es., licenziamento dal lavoro), l’insorgenza dell’anomalia è di solito immediata (o entro pochi giorni), e la durata è relativamente breve (per es., non più di pochi mesi). Se il fattore stressante o le sue conseguenze persistono, anche il Disturbo dell’Adattamento persiste. La persistenza del Disturbo dell’Adattamento o la sua progressione verso altri, più gravi disturbi mentali (ad es., Disturbo Depressivo Maggiore, Episodio Singolo e Ricorrente) può essere più verosimile nei bambini e negli adolescenti che negli adulti. Tuttavia, questo rischio aumentato può essere attribuibile in parte o totalmente alla presenza di condizioni in comorbidità (per es., Disturbo da Deficit dell’Attenzione/Iperattività) oppure alla possibilità che il Disturbo dell’Adattamento di fatto rappresenti una manifestazione prodromica subclinica di un disturbo mentale.

Diagnosi differenziale


Il Disturbo dell’Adattamento è una categoria residua usata per descrivere i quadri clinici che costituiscono una risposta ad un fattore stressante identificabile e non soddisfano i criteri per un altro disturbo specifico in Asse I. Per esempio, se un soggetto ha sintomi che soddisfano i criteri per un Episodio Depressivo Maggiore in risposta ad un fattore stressante, la diagnosi di Disturbo dell’Adattamento non è applicabile. Il Disturbo dell’Adattamento può essere diagnosticato in aggiunta ad un altro disturbo in Asse I solo se quest’ultimo non spiega i sintomi particolari che insorgono in risposta al fattore stressante. Per esempio, un soggetto può sviluppare un Disturbo dell’Adattamento Con Umore Depresso dopo aver perso il lavoro e allo stesso tempo avere una diagnosi di Disturbo Ossessivo-Compulsivo.

Dato che i Disturbi di Personalità sono frequentemente esacerbati dallo stress, la diagnosi aggiuntiva di Disturbo dell’Adattamento non viene di solito fatta. Comunque, se in risposta ad un fattore stressante compaiono sintomi che non sono caratteristici del Disturbo di Personalità (per es., un soggetto con Disturbo Paranoide di Personalità sviluppa umore depresso in risposta alla perdita del lavoro), la diagnosi aggiuntiva di Disturbo dell’Adattamento può essere appropriata.

La diagnosi di Disturbo dell’Adattamento richiede la presenza di un fattore stressante identificabile, contrariamente ai quadri clinici atipici o sfumati che dovrebbero essere diagnosticati come Disturbo Non Altrimenti Specificato (per es., Disturbo d’Ansia Non Altrimenti Specificato). Se i sintomi di Disturbo dell’Adattamento persistono per più di 6 mesi dopo che il fattore stressante o le sue conseguenze sono cessati, la diagnosi dovrebbe essere cambiata con un altro disturbo mentale, di solito l’appropriata categoria Non Altrimenti Specificata.

Il Disturbo dell’Adattamento, il Disturbo Post-traumatico da Stress, e il Disturbo Acuto da Stress richiedono tutti la presenza di un fattore stressante. Il Disturbo Post-traumatico da Stress e il Disturbo Acuto da Stress sono caratterizzati dalla presenza di un fattore stressante estremo e da una specifica costellazione di sintomi. Al contrario, il Disturbo dell’Adattamento può essere innescato da un fattore stressante di qualsiasi gravità e può comprendere un’ampia gamma di possibili sintomi.

Nei Fattori Psicologici Che Influenzano una Condizione Medica, sintomi psicologici, comportamenti, o altri fattori specifici aggravano una condizione medica generale, complicano il trattamento di una condizione medica generale, oppure aumentano il rischio di sviluppare una condizione medica generale. Nel Disturbo dell’Adattamento, la relazione è opposta (cioè, i sintomi psicologici si sviluppano in risposta allo stress di essere affetti, o di aver ricevuto la diagnosi, di una condizione medica generale). In alcuni soggetti possono essere presenti entrambe le condizioni.

Il Lutto è generalmente diagnosticato al posto di un Disturbo dell’Adattamento quando la reazione rappresenta la risposta prevedibile alla morte di una persona cara. La diagnosi di Disturbo dell’Adattamento può essere appropriata quando la reazione va al di là, oppure è più prolungata del previsto. Il Disturbo dell’Adattamento dovrebbe essere distinto anche da altre reazioni non patologiche allo stress che non comportano un marcato disagio che va al di là del prevedibile, e che non causano compromissione significativa del funzionamento sociale o lavorativo. Il Disturbo dell’Adattamento non dovrebbe essere diagnosticato quando i sintomi sono dovuti agli effetti fisici diretti di una Condizione Medica Generale (quali la compromissione funzionale transitoria solitamente associata con un ciclo di chemioterapia).
 

Fonte: DSM IV