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PSICOLOGO PSICOTERAPEUTA: Dott. Massimiliano De Somma - PSICOTERAPIA NAPOLI - 5 miti sulla Psicoterapia da sfatare - Psicoterapia Napoli: Dott. Massimiliano De Somma - Psicologo Psicoterapeuta

Dott. Massimiliano De Somma
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Scritti

Consigli pratici per chi desidera intraprendere una psicoterapia


Tratti dal libro di Serge Ginger
"Iniziazione alla Gestalt
l'arte del Contatto"



DESIDERATE INTRAPRENDERE UNA TERAPIA?
O SVILUPPARE LE VOSTRE RISORSE PERSONALI?

Provate difficoltà nel vivere ... Sofferenza o preoccupazioni di ogni tipo, momentanee o croniche, vi opprimono: stanchezza, tristezza, solitudine, lutto; timidezza eccessiva, ansia, depressione; agitazione, non riuscite a mettere a frutto la vostra attività o i vostri interessi; impulsività, collera; difficoltà sessuali o affettive; problemi con i figli, i genitori, o con i vostri impiegati; problemi di gestione del denaro o del vostro nutrimento (anoressia, bulimia); malattia psichica o psicosomatica; una decisione importante difficile da prendere; ecc.

O, più semplicemente, "state bene nella vostra pelle" ... ma desiderate utilizzare al massimo tutto il vostro potenziale: essere più creativi, più intraprendenti, più sereni, radicare la vostra ricerca spirituale, sviluppare la conoscenza di voi stessi e degli altri, arricchire la vita di coppia e in generale le vostre relazioni, ecc.
La Gestalt può certamente aiutarvi!


Come muoversi? Da cosa cominciare? Terapia individuale o di gruppo?

Se siete digiuni di Gestalt e di psicoterapia, potete assistere ad una conferenza (con o senza dimostrazione) o - meglio ancora - a una "giornata-contatto" che vi permetterà di partecipare personalmente, se lo desiderate, a qualche breve sequenza di "lavoro" e vi renderete conto, più concretamente, del processo di contatto proposto dalla Gestalt. Per scoprire qualcosa in maniera più approfondita o per sviluppare le vostre risorse personali, vi suggerisco di partecipare ad uno specifico stage intensivo di due o tre giorni.
La maggior parte di questi stage all'inizio non prevedono alcun tema particolare, e quindi voi potrete proporre ciò che vi preoccupa - in qualunque campo - e tentare di vederci un po' più chiaro, con l'aiuto del (o dei) terapeuta (i) che conduce il gruppo.
Ogni partecipante si esprime a titolo personale, se lo desidera, in un tempo che può variare da qualche minuto a un'ora, eventualmente. Generalmente, si comincia col parlare, poi può essere invitato a muoversi, ad indirizzarsi a qualcuno, a disegnare, ecc. Restate sempre completamente liberi di accettare o di rifiutare ogni suggerimento del conduttore. Ognuno lavora secondo il proprio ritmo e sui temi che egli stesso ha scelto. Potete ugualmente restare in disparte, come testimone che partecipa in silenzio, "nel vostro cuore".
Tutto ciò che viene detto nel gruppo rimane coperto da un "segreto condiviso" e la discrezione è sempre molto rispettata.

Sicuramente, potete anche consultare individualmente un terapeuta, cosa che sembra più semplice e normale, proprio come si consulta un medico o uno psicologo. Vi sentirete forse più a vostro agio a rivelare alcune difficoltà personali o intime, in una atmosfera confidenziale. Il terapeuta vi accoglierà senza giudizio, in un contatto diretto e caloroso. Vi ascolterà con attenzione, ma non sarà murato in un silenzio che intimidisce.
In genere vi renderà partecipi di ciò che egli stesso sente mentre vi ascolta.
E potrà proporvi una serie di interventi di sostegno o piuttosto una psicoterapia propriamente detta che implica un impegno regolare di una certa durata: ad esempio, un'ora a settimana, per parecchi mesi (da qualche mese a due o tre anni, secondo i casi). Potrà anche suggerirvi di partecipare a un lavoro in gruppo: il gruppo si rivela, la maggior parte delle volte, un aiuto prezioso. Altre persone esprimono le loro preoccupazioni, spesso più o meno simili alle nostre, e noi ci sentiamo meno soli, accompagnati in un clima tollerante e caloroso, creato dallo psicoterapeuta gestaltista. Invece di sentirsi intimiditi (come talvolta si pensa, a priori), ci si sente meglio compresi e si fanno degli amici. In effetti, è spesso più facile cominciare in gruppo che in incontri individuali, ma questo resta ben inteso, una scelta di ognuno.

La formula più interessante è quella di combinare le due: terapia individuale (ad esempio, un'ora a settimana)+ terapia in un piccolo gruppo (ad esempio, una sera ogni quindici giorni, o un week-end al mese). Ma questo richiede un po' più di tempo ... e di soldi! Tuttavia, l'associazione di questi due approcci (con lo stesso terapeuta) accelera e approfondisce considerevolmente il lavoro: il gruppo permette di sperimentare numerose situazioni e attiva maggiormente le emozioni; il lavoro individuale spesso consente di sfumare e di assimilare, secondo il proprio ritmo.
Si può indifferentemente cominciare con degli incontri individuali e poi unirsi in seguito ad un gruppo, o al contrario, cominciare con un gruppo, e poi proseguire con sedute individuali; proprio come si può, ben inteso, con tentarsi dell'una o dell'altra formula! Alcuni terapeuti non praticano che in uno dei due modi, ma la maggior parte assicura entrambi. Si può lavorare anche individualmente e, comunque, partecipare ad un gruppo con altri terapeuti, ma ciò implica qualche precauzione per evitare dispersioni o sviamenti.


Come scegliere il proprio terapeuta? Quali precauzioni prendere? Quali garanzie ottenere?

Si tratta di una questione cruciale perché la scelta di un buon terapeuta è più importante di quella di un buon metodo!
È possibile informarsi per sapere se è stato formato in un istituto riconosciuto, se è stato supervisionato. La cosa più semplice è domandarglielo direttamente.
In effetti, un buon terapeuta, ben formato, non ha nulla da nascondere.
Nel dubbio, non bisogna esitare dal telefonare all'Ordine Regionale degli Psicologi o direttamente all'istituto dove il terapeuta si è formato.
In ogni modo, è possibile incontrare due o tre terapeuti prima di scegliere defìnitivamente la persona alla quale affidarsi per lunghi mesi di lavoro intimo. Bisogna sentirsi a proprio agio, in un contatto rassicurante.


Primi contatti? Cosa dirgli?

Non è necessario preparare in dettaglio il primo incontro: è meglio rimanere spontanei e improvvisare.
Le proprie motivazioni saranno precisate in modo generale: cosa si cerca? Quali difficoltà si provano? In quali risultati si spera?
Sarà possibile segnalare se è già stato intrapreso un altro approccio terapeutico o se si prendono medicine. È generalmente sconsigliato seguire nello stesso tempo due psicoterapie individuali (ad esempio, una psicoterapia analitica e una in Gestalt). Al contrario, è possibile seguire una psicanalisi e intraprendere parallelamente una terapia in un gruppo di Gestalt, ma un tale "accumulo" implica l'accordo preventivo dei due psicoterapeuti.
Ben inteso, tutto ciò che viene detto in seduta è rigorosamente coperto dal segreto professionale.
Se mandate vostro figlio in terapia, il terapeuta sarà molto discreto su ciò che il ragazzo gli confida in seduta e non vi darà che alcune informazioni molto generali; ma vi ascolterà con grande attenzione.


La mia età è un ostacolo?

No! Si può intraprendere una terapia secondo il modello della Gestalt ad ogni età: alcuni terapeuti sono però più abituati a lavorare con bambini o con adolescenti. Ma è possibile anche cominciare una terapia in età avanzata: così, numerosi clienti vi ricorrono per far fronte alle difficoltà collegate al momento della pensione.
Ben inteso, lo stile di terapia sarà diverso a seconda dell'età del cliente (ma anche secondo il livello culturale e la propria personalità). Potrà essere più o meno centrata su uno scambio verbale o meglio, al contrario, tenderà a valorizzare altri modi di espressione: disegno, giochi, movimenti, contatti fisici, ecc.


Quanto tempo può durare una terapia?

Questo è molto difficile da definirsi a priori: tutto dipende dai vostri problemi, dalla vostra personalità, dai vostri obiettivi ... e dalle abitudini del terapeuta!
In media, una terapia individuale profonda dura da uno a molti anni, in ragione di una seduta di circa un'ora a settimana, ossia una quarantina di ore l'anno (se si tiene conto di vacanze, assenze, malattie, ecc.; ossia, in totale, una centinaio di ore.
Ma alcune terapie possono essere più rapide e altrettanto efficaci (si riscontrano talvolta cambiamenti importanti e durevoli in sei mesi); altre, al contrario, non cominciano a produrre effetti visibili se non dopo parecchi mesi.
L'associazione di una terapia in gruppo accelera generalmente il processo in modo sensibile, il gruppo permette più facilmente la mobilitazione corporea ed emozionale che agisce sulle zone profonde del cervello.
La terapia in gruppo spesso consente che il lavoro venga condotto da coterapeuti dei due sessi, cosa che arricchisce il punto di vista e gli interventi.
È inoltre possibile prendere in considerazione una terapia di sostegno, più superficiale e più breve: ad esempio, per superare una prova difficile (lutto, separazione, disoccupazione, ecc.). In alcuni casi, qualche intervento può essere sufficiente per avviare un processo positivo (al limite un unico stage intensivo di due o tre giorni).


Quali sono i rischi? Le controindicazioni?

Il rischio principale deriva da un errore nella scelta del terapeuta: vedi quanto già detto. I ciarlatani, senza un'adeguata formazione, non sono rari.
Una terapia ben condotta da un terapeuta competente non presenta alcun rischio: tutt'al più, può crearsi una certa disarmonia fra il cliente e il suo coniuge, e quest'ultimo può trovarsi disorientato. Ciò vuol dire che, se dovessero insorgere dei reali problemi, questi già "covavano" silenziosi e la terapia non fa quindi che accelerare un processo di separazione della coppia.
Al contrario, numerose coppie hanno visto il loro legame rinforzarsi e approfondirsi in seguito a una terapia; gli effetti benefici sono di gran lunga maggiori dei danni ... ma si parla più frequentemente di quest'ultimi, dal momento che sono più spettacolari! Quando un partner di una coppia intraprende una terapia, sarebbe opportuno, in alcuni casi, che anche l'altro si rimetta in discussione, ma preferibilmente presso un altro terapeuta, al fine di evitare ogni interferenza; altrimenti, si può intraprendere insieme una terapia di coppia.


Posso fare aiutare mio figlio? li mio partner?

Naturalmente, potete richiedere una terapia per vostro figlio, ma tale richiesta senza un esplicito consenso, resterà inefficace.
Il (o la) terapeuta in genere lo riceverà da solo, anche se voi lo accompagnate. È essenziale che egli possa esprimersi in tutta libertà, senza la presenza di adulti, compresi i suoi genitori. Rassicuratevi, i terapeuti sono abituati ai numerosi fantasmi dei bambini e non prendono per "oro colato" tutto quello che raccontano (soprattutto i terapeuti specializzati in bambini)!
I progressi non sono immediati; può anche accadere che si assista a un periodo in cui alcuni problemi sembrano aggravarsi, e ciò è dovuto al fatto che il ragazzo si sente "importante": succede la stessa cosa quando si apre una piaga per curarla, o quando si va dal dentista! Abbiate quindi pazienza ...

Se il vostro partner desidera (o accetta) una terapia, è importante che sia lui a prendere l'appuntamento e non attraverso la vostra intermediazione.
È bene che egli disponga di molti indirizzi di terapeuti, affinché si renda conto che è lui a dover fare la scelta. Una psicoterapia imposta non è affatto efficace.


Avremmo piacere di fare una terapia di coppia

Sono possibili molte alternative:

  • Ognuno segue una terapia individuale per suo conto, presso due terapeuti differenti.
  • I due partner consultano insieme un terapeuta o una coppia di terapeuti. In questo caso - il più classico - alcuni terapeuti riservano anche qualche seduta individuale ad ognuno dei partner, affinché possano eventualmente esprimere qualche punto che preferiscono non tirar fuori davanti al proprio coniuge. Tali confidenze sono naturalmente coperte dal segreto.
  • I due partner vanno insieme ad uno stage intensivo di qualche giorno, una sorta di ritiro, per fare il punto della loro relazione.
  • I due partner partecipano insieme ad uno stage riservato alle coppie. In tal caso si lavora in un segreto condiviso fra molti. Alcune coppie riescono a risolvere le loro difficoltà, o a separarsi senza troppi danni. Altre vi partecipano per rafforzare ed arricchire una relazione già molto soddisfacente. L'insieme dei differenti casi è spesso molto arricchente ed apre delle prospettive inattese.

Napoli - Via Santo Strato a Posillipo, 14

Sant'Antimo (NA) - Via Antonio Gramsci, 12

Tel.:  338 744 58 62  

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