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PSICOLOGO PSICOTERAPEUTA: Dott. Massimiliano De Somma - PSICOTERAPIA NAPOLI - Rassegna stampa - "La storia di Nabuc" un delirio per sorridere e pensare - Psicoterapia Napoli: Dott. Massimiliano De Somma - Psicologo Psicoterapeuta

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                 Campania News 27/02/2015



"La Storia di Nabuc"
un delirio per sorridere e pensare


NAPOLI 27/02/2015 - “La storia di Nabuc – storie di stra-ordinaria follia delirate ed allucinate dai ricoverati dell’OPG di Aversa”, edito da Arduino Sacco e pubblicato nel Gennaio 2015 con un’introduzione del famoso criminologo Prof. Francesco Bruno, è un originale libro che raccoglie storie, favole, racconti, poesie e fantasie create dagli ospiti coatti, malati di mente autori di reato, dell’ormai storico ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa. Ultimo contenitore (insieme a pochi altri) di quella follia terrificante, seno cattivo gonfio del male della società e suo capro espiatorio, questo luogo raccoglie molto meno della pericolosità che si vuole attribuire ai suoi ricoverati, appellati tali da una presunzione di guarigione spesso difficile o addirittura impossibile.
Fra loro molti, utilizzando la scrittura e non solo, sono stati capaci di comunicare emozioni forti e coinvolgenti, amalgamate in deliri mai vuoti, ne senza senso.
Insalate di parole, ambivalenze cognitive, allucinazioni razionali, furto del pensiero e della parola, a volte del sogno, confusioni mentali, sgrammaticature e lapsus divertono e lasciano riflettere il lettore che si lascia andare in allegre risate, commozioni o meravigliate esclamazioni.
Quanto c’è di identificativo o di proiettivo in tutto questo, si domanda l’autore, psicologo psicoterapeuta, Dott. Massimiliano De Somma?
La risata, a volte, continua l’autore, è la risposta agita ad una tensione accumulata. Sarà forse che ciò che abbiamo letto nelle parole, nelle favole o nelle poesie di un folle, abbia provocato in noi una tensione che ora sentiamo la necessità di scaricare?
Oppure abbiamo paura di riflettere troppo su quel delirio, per scoprire che in fondo anche noi siamo così, ma poi noi rimuoviamo per difendercene?
Questo ed altro può provocare la lettura di questi “brani folli” che facilitano nel lettore la sperimentazione di emozioni, vibrazioni e tensioni da scaricare ridendo o trattenere pensando, per lasciare alfine affiorare in superficie le parti rimosse di noi, quelle scisse, deliranti, non accettate ne mai integrate.
Quelle di “Nabuc” sembrano allora storielle Zen. Prive spesso di finale, o di quello che il lettore potrebbe considerare tale, lasciano in uno stato di sospensione ed ebrezza simile a quello onirico. Sgrammaticate, prive di punteggiatura, con parole spesso incomprensibili, sono state lasciate tali, senza censura ne correzione, affinché non venga alterata la loro funzione emotiva e, perché no, catartica.
In fondo potrebbe funzionare: un folle…, terapeuta per “sani”!
Fateci sapere.
Massimo Poldi



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